Salute occhi: nuova cura delle ostruzioni dei dotti lacrimali

Salute occhi: nuova cura delle ostruzioni dei dotti lacrimali

Presentato un nuovo intervento mini-invasivo contro l'ostruzione dei dotti lacrimali: una soluzione che evita una lacrimazione eccessiva e il rischio di infezioni agli occhi

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    ostruzione dotti lacrimali

    Secondo un recente studio statunitense, condotto dalla Mayo Clinic di Rochester (Minnesola) l’ostruzione dei dotti lacrimali, i piccoli condotti che collegano gli occhi al naso, è un problema in crescita, che colpisce in particolar modo le donne con più di 66 anni (con un’incidenza superiore al 75% dei casi) e le cui cause non sono ancora chiare.

    Quel che è certo è che chi soffre di questo problema deve fare i conti con una lacrimazione continua e abbondante (che i medici chiamano “epifora”). “I nostri occhi producono continuamente delle lacrime, ma normalmente non ce ne accorgiamo perché ‘scorrono’ nel naso dove vengono assorbite” spiega il dottor Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico.

    Che cosa si può fare? “I colliri possono dare un sollievo temporaneo, ma non sono risolutivi: a lungo andare, il ristagno del liquido lacrimale causa molto spesso infezioni croniche e, più raramente, episodi acuti di ascesso del sacco lacrimale” continua l’esperto. C’è, quindi, anche il rischio di compromettere la salute degli occhi.

    Fino ad oggi la soluzione possibile era l’intervento chirurgico per liberare le vie ostruite: “Era piuttosto invasivo: si eseguiva un’operazione di chirurgia generale, in cui erano necessarie sacche di emotrasfusione perché si perdeva molto sangue, e la percentuale di successo era appena del 50%. Di sicuro c’era solo il dolore, non la riuscita e per questo molti medici lo sconsigliavano” afferma Bernardini. C’era anche la possibilità che durante l’operazione avvenisse un’asportazione completa del sacco lacrimale “condannando”, di fatto, a una iperlacrimazione perenne.

    Oggi, però, la tecnica si è raffinata.

    È stato presentato, infatti, all’ultimo convegno della Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop) un nuovo sistema moderno di intervento, mini-invasivo, che risulta efficace addirittura nel 90% dei casi: “Viene eseguito in 30 minuti in regime di day hospital, non si perde sangue, non ci sono dolori e non restano cicatrici. Il sacco lacrimale viene riaperto e le lacrime riprendono a scorrere nel naso, risolvendo il disturbo” spiega il chirurgo oculoplastico. Oggi, tra l’altro, si può intervenire anche nei casi di ostruzione completa “con impianto di un tubo di vetro (tubo di Jones) che viene posizionato endoscopicamente e che permette di offrire una soluzione anche ai casi considerati, fino a poco tempo fa, intrattabili” conclude Bernardini.

    Queste modalità di intervento sono ancora poco praticate e richiedono una grande perizia, per cui è importante rivolgersi sempre a oculisti specializzati in chirurgia oculoplastica (per trovarli si può contattare direttamente la SICOP), che sanno perfettamente come operare sulle delicate strutture oculari minimizzando i rischi.

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