Salute mentale: un film per sensibilizzare

Salute mentale: un film per sensibilizzare

Presto sul piccolo schermo un film dal sapore diverso dal solito, con un cast di volti noti della tv e un tema centrale insolito, la salute mentale, per informare e sensibilizzare

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    Un film sulla salute mentale

    Un film sulla salute mentale, una pellicola nata per sensibilizzare, aiutare a riflettere e a confrontarsi su un tema così importante, troppo spesso avvolto da una scia di pericolosa indifferenza e ignoranza. Protagonisti del film alcuni tra i volti più noti e amati del piccolo schermo, ma soprattutto, al centro della scena c’è proprio il disagio mentale, le malattie che offuscano la mente, rischiano di distorcere la percezione della realtà e di avere un impatto fortemente negativo sulla qualità di vita dei pazienti.

    “Prima della felicità” può vantare anche un cast di protagonisti d’eccezione, come Enzo Iacchetti, Monica Scattini, Lidia Vitale e partecipazioni straordinarie, tra gli altri, di Giancarlo Giannini, Katia Ricciarelli e Andrea Roncato.

    Un film con protagonisti di richiamo, volti molto amati dal pubblico, ma soprattutto, una tematica davvero importante: la pellicola, che sarà presentata durante il mese di novembre a Verona e arriverà in televisione nei primi mesi del 2011, punta i riflettori del dorato mondo dello spettacolo su una tematica davvero insolita, la salute mentale, e lo fa con il patrocinio del Ministero della Salute.

    Secondo i dati ufficiali, diffusi dall’Oms, durante i lavori della Giornata Mondiale della Salute Mentale, sono circa 400 milioni le persone che soffrono di disturbi mentali, malattie neurologiche e patologie psico sociali, in tutto il mondo.

    Numeri impressionanti, che diventano ancora più sconcertanti, se si analizzano le percentuali altissime di pazienti, costretti ancora a vivere la loro condizione in silenzio, senza poter usufruire del supporto e delle terapie adeguate. In Italia, secondo le stime, circa il 20% della popolazione è costretto a convivere con una patologia psichica, ma solo un quarto dei soggetti si rivolge ai servizi sanitari. Pregiudizi, diffidenza, mancanza di informazione e di trattamenti adeguati: il rischio concreto è di scivolare, in troppi casi, nella stigmatizzazione e, di conseguenza, nell’esclusione.

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