Salute: gli italiani favorevoli alle cure per tutti

Salute: gli italiani favorevoli alle cure per tutti

Resta una fetta nel complesso esigua ma pur sempre rilevante di persone intervistate che si dichiarano contrari a questa tutela, ovvero 24 persone su 100 di residenti del Nord Ovest, del 24,8% delle persone con basso titolo di studio, di oltre il 24% di chi vive nelle grandi città, con più di 250 mila abitanti

da in Benessere, News Salute
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    extracomunitari

    E poi dicono che gli italiani sono razzisti….. pensate che 80 italiani su cento facenti parte di un campione di soggetti intervistati dal Censis, ritengono che gli immigrati, siano essi regolari e/o clandestini, hanno diritto di cura nel nostro Paese se quando si ammalano ivi soggionano e di questo parere sono un numero di nostri connazionali in maniera quasi quasi ubiquitaria in tutt’Italia; ovvero, l’86,1% dei residenti al Sud, il 78,7% al Centro, il 78,4% al Nord-Est e il 75,7% al Nord-Ovest.

    Dello stesso parere oltre l’85% degli italiani laureati, l’83,1% dei 30-44enni e più dell’85% dei residenti nelle città con 30 mila-100 mila abitanti. C’è anche da sottolineare che più di 65 intervistati su cento ritiene che la salute sia un bene indiscutibile che vada tutelato, indipendentemente dalla nazionalità e dallo stato del soggetto; fatto questo che si rivela negli italiani del nord come del sud, a bassa scolarità o laureati che siano, anche se qualche crepa in tal senso si evidenzia al nord dove “diminuisce la quota di intervistati che parlano della salute come diritto irrinunciabile per tutti, – rileva il Censis – mentre aumentano quelli convinti che occorre assicurare la sanità anche ai clandestini e agli irregolari perché altrimenti ci sarebbe il serio rischio di epidemie incontrollate. La pensa così poco più del 12% dei residenti al Sud, il 15,4% al Nord-Ovest, il 15,8% al Nord-Est e oltre il 19% al Centro”.

    Resta una fetta nel complesso esigua ma pur sempre rilevante di persone intervistate che si dichiarano contrari a questa tutela, ovvero 24 persone su 100 di residenti del Nord Ovest, del 24,8% delle persone con basso titolo di studio, di oltre il 24% di chi vive nelle grandi città, con più di 250 mila abitanti.

    “Per il 13% degli intervistati, clandestini e irregolari non hanno diritto alla sanità perché non pagano le tasse; per poco più del 5% perché fanno aumentare in modo insopportabile i costi della sanità“, rileva l’indagine. Che sottolinea la necessità di adeguamento del sistema sanitario: “Per il futuro, una maggiore integrazione degli immigrati comporterà anche livelli più alti di tutela della loro salute, in linea con gli standard degli italiani: occorre preparare quindi il Servizio sanitario nazionale in termini di risorse e di competenze”.

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