Salute e vacanze: effetto jet-lag per il rientro dopo Natale

Salute e vacanze: effetto jet-lag per il rientro dopo Natale

Conto alla rovescia per il rientro a scuola e al lavoro: il rischio è quello di fare i conti con una maggiore stanchezza, colpa delle feste appena trascorse, che hanno lo stesso effetto di un lungo viaggio aereo

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    Le vacanze dovrebbero rappresentare una pausa dagli impegni tradizionali – lavoro o scuola che siano – per ricaricare le pile e ricominciare, al rientro, pieni di energia e di voglia di fare. Ma il condizionale è d’obbligo perché spesso dopo le lunghe vacanze natalizie, è la stanchezza ad accompagnare il rientro e ci si sente colpiti da un effetto paragonabile a quello del jet-lag. Non a caso gli esperti parlano di un vero e proprio “social jet lag”.

    La sindrome da jet-lag è un insieme di sintomi fastidiosi (irritabilità, stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, per citarne alcuni) derivanti da un’alterazione dei ritmi biologici conseguenza del cambiamento di fuso orario. È tipica dei lunghi viaggi aerei.

    Ma sintomi simili sembrano legati anche alle festività di Natale e fine anno (e anche per chi non si è concesso una vacanza in luoghi esotici): occhiaie, sonnolenza diurna e poco sonno notturno, stanchezza, linea appesantita, umore irritabile sono le “spie” che i ricercatori britannici dell’Università del Surrey hanno riscontrato studiando un gruppo di persone prima e dopo i party natalizi. Sintomi che si trascinano anche per due o più settimane dal rientro.


    Veglioni, brindisi fino a notte inoltrata e sonore dormite al mattino sono i “disguidi” di queste vacanze di fine anno che “mandano in tilt il nostro orologio biologico, come se attraversassimo due fusi orari” spiega Victoria Revell, cronobiologa inglese. Ecco perché si parla, quindi, di “social jet lag”.

    Visto che al rientro mancano, per i più fortunati, ancora alcuni giorni, il suggerimento è quello di rimediare sin da ora a questa alterazione dei ritmi quotidiani. Come? Mantenendo il più possibile, anche in vacanza, i ritmi cui si è abituati quando si lavora: “Non alzarsi troppo tardi dal letto, non proprio come se si dovesse andare al lavoro, ma quasi” spiega l’esperta.

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