Salute e sport: il baricentro è il segreto del successo degli atleti di colore

Gli atleti di colore sono gli sprinter migliori in pista e quelli bianchi sono i nuotatori più veloci in vasca, il segreto è tutto nel baricentro, più alto nel primo caso e più basso nel secondo

da , il

    Gli atleti di colore, il loro segreto nella corsa è il baricentro

    Gli atleti di colore, quando sfrecciano in pista, con la loro elegante falcata, sono imbattibili o quasi: il segreto del successo nella corsa degli sportivi dalla pelle scura è stato svelato. Veloci, praticamente i più veloci, ma perché proprio gli atleti di colore? La risposta al quesito è finalmente arrivata, tutta questione di baricentro, almeno stando ai risultati di una recente sperimentazione condotta da un ingegnere.

    La scienza ha analizzato con attenzione le prestazioni sportive dei migliori atleti al mondo, non solo sull’ovale delle piste di atletica, nella corsa, ma anche in vasca nel nuoto. Usain Bolt e Michael Phelps, qual è davvero la chiave del loro successo strepitoso e dei loro primati nelle rispettive discipline, corsa e nuoto? Se gli atleti di colore sembrano i migliori quando si tratta di sfrecciare sulla terra, sono quelli di pelle chiara i nuotatori più imbattibili in piscina.

    I record in pista, quasi sempre conquistati da atleti di colore, hanno una spiegazione tutta scientifica, almeno stando alle evidenze riscontrate durante i suoi studi dall’ingegnere della Duke’s Pratt School of Engineering, Adrian Bejan. Tutta questione di baricentro o, meglio, come sottolinea lo stesso autore della ricerca sulle pagine del Journal of Design and Nature and Ecodynamics, del “fattore baricentro”.

    Gli sprinter di origine africana hanno il baricentro più alto di circa il 3%: è questo che “consente alla massa muscolare di cadere da un’altezza maggiore, incrementando la velocità”, come evidenzia l’ingegnere, e che regala un buon 1,5% di sprint in più rispetto ai colleghi dalla pelle bianca. Sempre questione di baricentro anche in un altro sport, in acqua, dove quello più basso degli sportivi bianchi e asiatici, permette di contrastare più efficacemente la massa d’acqua.