Salute e rifiuti: Napoli, rischio alto, complice il caldo

Salute e rifiuti: Napoli, rischio alto, complice il caldo

La spazzatura a Napoli è di nuovo sotto la luce dei riflettori: un problema infinito, che con il primo sole primaverile e le temperature più miti potrebbe mettere in pericolo la salute dei cittadini

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    Rifiuti a Napoli, il rischio per la salute

    L’emergenza rifiuti a Napoli sembra non trovare mai una conclusione positiva e, in questi primi giorni di primavera, con l’arrivo del sole e delle prime temperature miti, i rischi per la salute e i fastidi dei cumuli di spazzatura nel capoluogo campano sembrano essere amplificati.

    Arriva il primo timido sole primaverile, i primi accenni di calura e i rischi dei rifiuti partenopei diventano sempre più evidenti e preoccupanti. Insetti, topi e microrganismi che trovano proprio nella spazzatura l’ambiente ideale per vivere, ma non solo: i pericoli legati a questa situazione ormai ingestibile da troppo tempo sono molteplici.

    “Ai primi calori è la puzza che si fa sentire prepotente. E aumentano i topi, che diventano più temerari e si vedono per la città anche in piena luce. Così come cresce la presenza dei vari insetti. Un mix pericoloso per la salute pubblica“, ha evidenziato Pietro Carideo, dell’Associazione Isde medici per l’ambiente.

    “Dal punto di vista igienico sanitario le giornate di sole favoriscono la putrefazione della parte umida dei rifiuti abbandonati in strada.

    La macerazione di tutto l’indifferenziato con l’umido, inoltre, può creare percolato se i cumuli vengono lasciati più di una settimana a temperature più elevate” ha aggiunto l’esperto.

    L’unica via d’uscita per porre fine a questa situazione di emergenza in Campania, limitando i pericoli per la salute pubblica, per i cittadini partenopei e per i turisti è la raccolta differenziata, per una gestione più consapevole e responsabile della spazzatura, che comincia proprio dalla popolazione. “Ormai è drammaticamente urgente avviare la raccolta differenziata. Senza quella non c’è via d’uscita. La provincia di Napoli ha un’altissima densità abitativa. Non ci sono luoghi isolati per le discariche e, comunque, si tratta di terreni permeabili o cave di tufo” ha ribadito Carideo.

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