Salute delle gambe: l’aiuto delle acque termali

Salute delle gambe: l’aiuto delle acque termali

Gambe gonfie e pesanti? Possono essere la spia di un'insufficienza venosa, che oggi si può curare efficacemente anche alle terme, grazie a una ginnastica vascolare ottenuta camminando in acqua termale prima calda e poi fredda

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    Alle terme per la salute delle gambe

    Antiestetici oltre che dannosi per la salute. I problemi che riguardano la circolazione venosa delle gambe sono molto diffusi, soprattutto nella popolazione femminile. Gonfiori e senso di pesantezza sono i più comuni sintomi di insufficienza venosa e non sono un’esclusiva dell’età avanzata, anche se colpiscono la metà delle donne over 50.

    Con l’arrivo dell’estate, questi disturbi possono aggravarsi, a causa del caldo e dell’esposizione ai raggi del sole. Ma si possono prevenire e curare efficacemente. Un aiuto arriva anche dalla medicina termale: l’acqua termale svolge azione tonificante, analgesica, antispastica e contrasta i gonfiori, stimolando la la contrattilità venosa.

    “Non tutte le acque termali, però, producono gli stessi effetti e per evitare controindicazioni e complicanze occorre seguire precise indicazioni e posologie terapeutiche indicate dallo specialista di riferimento” spiega la dottoressa Mara Mascherpa, specialista in idrologia medica e direttore sanitario di Riccione Terme, intervenuta al recente congresso medico tenutosi a Riccione “L’insufficienza venosa e linfatica degli arti inferiori: diagnosi e possibilità di cura”. “Le acque sulfureo-salso-bromo-iodico-magnesiache sono acque ricche di elementi preziosi per la prevenzione delle flepobatie croniche e rendono particolarmente efficaci i percorsi vascolari”.

    L’acqua termale aiuta le gambe non solo per la combinazione di oligoelementi che contiene, ma anche per l’effetto di idromassaggio che si ottiene camminando in apposite vasche, con acqua a differenti temperature: “Camminare in corridoi di acqua termale a differenti temperature, prima in quello con acqua calda che dà vasodilatazione e, successivamente, nel corridoio con acqua fredda, con conseguente vasocostrizione, è una vera e propria ginnastica vascolare” spiega la dottoressa Mascherpa.

    I vantaggi delle acque termali non si limitano a questo: secondo alcuni studi, infatti, permetterebbero di ridurre il ricorso agli antidolorifici, i tempi di ricovero per episodi venosi acuti e anche i tempi di recupero dopo eventuali interventi chirurgici.

    Secondo le linee guida del Collegio Italiano di Flebolinfologia contro le vasculopatie venose croniche, è bene seguire un doppio ciclo di cure (12 sedute di idromassaggio in vasca + 12), per almeno tre settimane consecutive. E’ sorprendente, però, come sia ancora poco nota la possibilità di poter usufruire del Servizio Sanitario nazionale, per eseguire un ciclo di cure termali all’anno, che va naturalmente prescritto dal medico curante che ne ravvisi la necessità e specifichi la diagnosi.

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