Rottura del tendine: sintomi e tempi di recupero

Rottura del tendine: sintomi e tempi di recupero
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La rottura del tendine può interessare diverse parti del corpo, dalla mano al polso, dalla spalla al bicipite e al quadricipite. Sono differenti i fattori che possono condurre ad una frattura di questo genere. A volte capita di esercitare troppa forza con i muscoli in tensione o durante il compimento dei movimenti di rotazione. Inoltre non dobbiamo dimenticare che la rottura molto spesso può essere preceduta da processi degenerativi che rendono più forte il rischio di incorrere nel problema. Di fronte ad un caso di lesione si deve essere tempestivi: sospendere l’attività fisica, applicare del ghiaccio, comprimere con l’aiuto di bende.

I sintomi

I sintomi della rottura del tendine comportano un dolore molto acuto inizialmente, che poi tende ad alleviarsi. Inoltre nella zona interessata si manifesta una certa sensibilità alla palpazione ed è possibile vedere un’ammaccatura, in corrispondenza della quale poi si ravvisano ematomi e gonfiore.

Da considerare che in poco tempo, in seguito alla frattura, si ha una perdita della funzionalità del muscolo.

In particolare, nel caso della rottura del tendine d’Achille il soggetto si accorge di essere incapace di stare in piedi, di piegare il piede verso il basso e di riuscire a mantenersi sulla punta dei piedi. Inoltre si prova la sensazione di come un qualcosa che scatti o si rompa dentro la gamba.

Tempi di recupero

I tempi di recupero in seguito alla rottura del tendine sono vari e dipendono essenzialmente dalla gravità della lesione. Nel caso del tendine d’Achille per esempio ci possono volere da quattro a sei mesi.

In genere comunque, dopo che ci si è sottoposti ad un intervento chirurgico, per ricucire le estremità del tendine, la ripresa dell’attività sportiva non può avvenire prima di un periodo compreso fra i tre e quattro mesi.

Per rendere più veloce la guarigione, è comunque importante sottoporsi ad un adeguato processo di fisioterapia e di riabilitazione.

Nel caso del tendine d’Achille, dall’immobilizzazione completa, dettata per esempio anche dall’ingessatura, si passa al carico parziale, mediante l’uso delle stampelle.

Poi si eseguono prove che riguardano la capacità di camminare e si determinano gli appositi esercizi – spia, che servono a testare il recupero e allo stesso tempo a favorirlo. Si tratta soprattutto di esercizi di forza, di stretching o di combinazioni comunque complesse. Infine si esegue il test del Km, per provare come il soggetto reagisce nella corsa, nella quale spesso appaiono evidenti le prime difficoltà.

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Ven 18/01/2013 da

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