Ricoveri ospedalieri: vi si ricorre un po’ meno

Ricoveri ospedalieri: vi si ricorre un po’ meno

Il dato non è aggiornatissimo, ma pare che diminuiscano i ricoveri ospedalieri presso strutture pubbliche e private; merito della prevenzione?

da in Asma, News Salute, Sanità
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    Ospedale

    Godono di una migliore salute gli italiani, almeno stando dietro ai dati comunicati e resi noti dal Rapporto sull’attività di ricovero ospedaliero. Certo il dato si riferisce al 2007 e si confronta con il 2006 ma parrebbe che la tendenza dovrebbe essere analoga anche quest’anno rispetto a quello passato. E così, ad esempio, apprendiamo che nel 2006 ci si ammalava di più o, per lo meno, si era fatto maggiormente ricorso all’ospedale, visto che lo scorso anno si sono registrati 12.319.301 ricoveri ospedalieri con un calo di oltre il 4% rispetto all’anno prima.

    Il dato tuttavia, per quanto preciso, potrebbe anche risentire di un mancato aggiornamento della banca dati di alcune realtà nosocomiali privati e non è dunque neanche del tutto certo che si possa davvero fare conto di questa sia pur debole contrazione del ricorso all’ospedale. Tuttavia, prendendolo per buono, il dato,si registra un’altra evenienza venutasi a creare e cioè che minori ricoveri ci sono stati in tutti i reparti ospedalieri presi a riferimento.

    Dunque, sia malati ricoverati per crisi acute che abbiano richiesto l’accesso ad una struttura ospedaliera, ma anche pazienti in riabilitazione e lungodegenti, in tutti i casi si registrano minor ricoveri. Così come nel calcolare i dati si è fatto riferimento a ricoveri in day-hospital o ordinario, col risultato che a diminuire in maniera più sensibile è il ricorso al day-hospital

    Ecco le cifre del 2007 per tipologia di ricovero:

    • Acuti – ricoveri ordinari: 7.873.578
    • Acuti – day hospital: 3.568.418
    • Riabilitazione – ricoveri ordinari: 297.819
    • Riabilitazione – day hospital: 66.215
    • Lungodegenza: 100.625
    • Neonati sani: 412.646
    • TOTALE: 12.319.301

    Si evince dunque che l’ospedalizzazione riferita al 2007 si è assestata in un rapporto di 199 ricoveri per ogni 1.000 abitanti, nel 2006 erano 211 su 1.000 e nel 2005 si era registrato il rapporto di 213 su 1.000 abitanti.

    Diminuiscono in primis gli acuti, merito delle campagne di prevenzione che cominciano a funzionare? E diminuisce, come detto, il day-hospital; rispettivamente si assiste ad una diminuzione che è pari rispettivamente a 131 ricoveri per 1.000 abitanti riferita al 2.007 contro i 138 del 2006 e per il day.-hospital si passa da 65 a 60 ricoveri per 1.000 abitanti nel raffronto dei due anni presi a riferimento.

    Ma dall’analisi si assiste ad una situazione un po’ a macchia di leopardo in tutta Italia, al sud ci si ricovera con più frequenza, 200 su 1.000 abitanti ma il rapporto tende a migliorare. Per quanto riguarda il tempo medio per ricovero complessivo siamo in maniera stabile da anni sui 6,7 giorni, il massimo si riscontra nel Veneto, 7,63 giorni il minimo in Sicilia con 6,23 giorni, la degenza preoperatoria invece resta ferma a due giorni, . I valori più alti appartengono al Lazio (2,7 giorni) e alle regioni Basilicata e Liguria (2,4).

    Cresce invece il numero di parti cesarei con una media che non ha uguali nei Paesi membri della Ue, La percentuale stimata per il 2007 è del 39,3% con i valori massimi registrati dalla Campania (61,8), Sicilia (52,9), Molise (52) e Puglia (50,6).

    Per tre grandi malattie, quali asma, diabete e scompenso cardiocircolatorio, si accorciano anche in questo caso i tempi di ospedalizzazione, visto che nel 2007 si registra come si sia passati rispettto all’anno precedente da 99 a 92 per 100.000 per il diabete, da 37 a 33 per l’asma e da 329 a 325 per lo scompenso cardiaco.

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