Ricerca medica: un nuovo bendaggio ricavato dal geco

Ricerca medica: un nuovo bendaggio ricavato dal geco
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    Geco

    Avete presente un geco? bene, chi non ha notato in questi animali la loro capacità di aderire alle pareti anche ad altezze di decine e decine di metri dal suolo con la quasi impossibilità non solo di scivolare giù, ma di compiere vere e proprie evoluzioni velocistiche; alla base di ciò doveva esserci sicuramente la loro capacità, tutta da studiare, di rimanere sempre quasi incollati al suolo, in questo caso la parete percorsa.

    Resta da capire a questo punto perché i gechi hanno suscitato l’attenzione degli scienziati, in particolare dei ricercatori del Massachusetts Institute, che hanno voluto capire come fanno non solo questi animali a rimanere fortemente attaccati alle pareti anche le più lisce e, soprattutto, che impieghi da questa caratteristica degli animali si sarebbero potuti cogliere in ambito medico pratico.

    Il risultato è stato quello di creare in laboratorio una speciale benda chirurgica basata sulle stesse caratteristiche dei gechi da impiegare sia per le ferite esterne che interne con la particolarità di presentare elevate proprietà di biodegradabilità, fatto molto importante quando si opera all’interno del corpo umano.

    C’è di più, il bendaggio chirurgico derivato dal geco resiste anche al bagnato e si dissolve da solo così come, affermano i ricercatori, vista l’elasticità del tessuto in esame, è anche possibile ricavare la giusta quantità di bendaggio necessaria, in base alla ferita da medicare, senza sprechi e adattando il tutto alla vastità della medicazione che si vuol fare.

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