Ricerca medica: avanzati gli studi per la riparazione del sistema nervoso danneggiato

Ricerca medica: avanzati gli studi per la riparazione del sistema nervoso danneggiato

Il sistema nervoso presto si potrà riparare

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    Un polimero è una struttura formata da tante molecole unite insieme da un legame comune che le salda in un unico corpo tenuto insieme da particolari elementi chimici e questo è ciò che gli scienziati stanno studiando in laboratorio per sostituire artificialmente i neurotrasmettitori naturali quando si danneggiano a causa di una malattia o di un evento improvviso con la conseguenza di interferire in maniera negativa e spesso irreversibile sull’organo o apparato che presiedono. Il campo di intervento è il sistema nervoso che si sa sia il più difficile tessuto da trattare perché, a differenza di altri sistemi è costituito da cellule che reagiscono con difficoltà a nuovi fattori di crescita e dunque le cellule danneggiate difficilmente si ricostituiscono una volta deteriorati, la via da seguire è quella dunque di stimolare l’attività neuronale ma anche questa, quando vi è un danno, diminuisce di conseguenza col risultato che un danno nervoso, nella maggior parte dei casi diventa irreversibile.

    Nella pratica un danno nervoso difficilmente riparabile è quello che riguarda la vista, un danno ai nervi ottici, ad esempio, è difficilmente riparabile con la conseguente cecità per chi ne viene colpitoe su questo e su altri danni nervosi si è concentrata l’attenzione dei ricercatori come Yadong Wang e Cristiane Gumera che hanno scoperto il modo di ricostruire in laboratorio un nuovo polimero che, artificialmente riproduce un neurotrasmettitore come l’acetilcolina che, naturalmente è in grado di trasmettere lo scambio di informazioni da un neurone ad un altro, mantenendo attivo il sistema.

    “Si tratta del primo polimero costruito finora che sia anche in grado di riprodurre le funzioni dei neurotrasmettitori, e che quindi potrebbe funzionare anche nei tessuti più difficili da ricostruire”, afferma Yadong Wang.

    In laboratorio i risultati sono incoraggianti visto che questo polimero è in grado di stimolare la crescita delle fibre che collegano i neuroni l’uno con l’altro alla velocità di 0,7 millimetri al giorno ciò favorirebbe la ricostruzione del tessuto danneggiato, in primis e vi sarebbe anche la possibilità di assistere al completamento dell’intera ricostruzione durante il processo di riparazione in tempo reale assistendo allo stato di avanzamento dei lavori.

    Insomma, una sorta di “meccanico” introdotto dall’esterno che va a riparare il tessuto e che alla fine del suo operato si discioglie vista la sua biodegradabilità nei liquidi naturali.

    “Il prossimo obiettivo sarà quello di creare polimeri che siano in grado di guarire afficacemente anche i danni alla spina dorsale”, conclude Yadong Wang.

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