Riabilitazione: attenzione ai fisioterapisti abusivi

Riabilitazione: attenzione ai fisioterapisti abusivi

Si torna a parlare dei fisioterapisti abusivi, un esercito difficile da debellare, che conta addirittura un numero doppio rispetto a chi è laureato realmente in fisioterapia: ecco quattro regole per mettersi in buone mani

da in Benessere, Malattie, Riabilitazione, Sanità, Fisioterapia
Ultimo aggiornamento:

    Evitare i fisioterapisti abusivi

    Non è un medico, ma un professionista della salute a cui moltissimi Italiani ogni anno si rivolgono, soprattutto quando serve una riabilitazione motoria, ma anche neurologica e cardio-respiratoria. Il fisioterapista, però, per essere tale deve aver conseguito una laurea in fisioterapia.

    Una considerazione banale? Lo sarebbe se non fosse che in Italia sono solo 50 mila i fisioterapisti che possono giustamente fregiarsi di questo titolo, contro un esercito di centomila operatori abusivi. Il rischio, quindi, di affidarsi alle mani sbagliate non è poi così lontano dalla realtà.

    E al di là della lesione professionale che gli abusivi causano a quanti sono diventati fisioterapisti con formazione e competenza adeguate, il rischio evidente è quello che riguarda i pazienti, potenziali “vittime” inconsapevoli e spesso in buona fede, di operatori improvvisati, che non solo non aiutano ma possono peggiorare la salute di chi si affida loro. “Chiediamo ai nostri colleghi medici di tenere sempre in allerta il paziente su questo rischio, di consigliare direttamente il nome di un fisioterapista vero, abilitato, serio.

    Di essere i primi loro ad informarsi sugli operatori presenti sul territorio, di contattarci in caso di dubbi” questo l’appello che Antonio Bortone, presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) (i cui membri sono accreditati presso il Ministero della Salute), lancia in questi giorni a tutela dei cittadini.

    Ma come evitare il fisioterapista abusivo? Quattro le regole d’oro da non dimenticare, riassunte durante una tavola rotonda sull’argomento, tenutasi in questi giorni a ExpoSanità: verificare l’esistenza di un titolo di laurea rilasciato dall’Università Italiana e, in caso di titolo estero, riconosciuto dal Ministero della Salute; rivolgersi solo a fisioterapisti iscritti a una delle associazioni rappresentative della categoria, che sono definite con decreto ministeriale; verificare se durante la visita, viene richiesta, come è doveroso, la visione della documentazione clinica esistente e, infine, richiedere sempre la ricevuta fiscale, quando ci si rivolge a un libero professionista (gli abusivi tendono a farsi pagare “in nero”).

    Immagine tratta da: Gazzettadellavoro.com

    392

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BenessereMalattieRiabilitazioneSanitàFisioterapia
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI