Rettoscopia: preparazione e a cosa serve

Rettoscopia: preparazione e a cosa serve

La preparazione alla rettoscopia comprende appositi clisteri e una dieta specifica da seguire

da in Cancro al colon-retto, Diagnostica
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    rettoscopia preparazione a cosa serve

    Rettoscopia: qual è la preparazione e a cosa serve? Questo esame viene consigliato quando, soprattutto in presenza di sangue nelle feci, si sospetta la presenza di polipi, fistole anali o, nei casi più gravi, un carcinoma. Viene effettuato mediante l’introduzione nell’ano di uno strumento chiamato rettoscopio, un tubicino dotato di una lente d’ingrandimento all’apice, in modo che la regione corporea esaminata possa essere visibile in modo preciso. E’ importante che l’intestino del paziente sia pulito, ecco perché è opportuno prepararsi bene già a partire da alcuni giorni prima.

    La preparazione

    La preparazione per la rettoscopia è basata sull’esecuzione, il giorno prima dell’esame, di un clistere, che deve essere praticato utilizzando dell’acqua tiepida o mediante delle apposite soluzioni che possono essere acquistate in farmacia. Di solito il medico fornisce delle indicazioni ben precise, che devono essere rispettate metodicamente.

    Le informazioni da conoscere, per prepararsi meglio all’esame e per evitare che il suo risultato venga falsato, comprendono anche alcune indicazioni che riguardano la dieta da seguire nei giorni precedenti. Almeno tre giorni prima dell’endoscopia rettale, si deve evitare di consumare cibi ricchi di fibre, frutta verdura, legumi e cereali integrali. Specialmente si deve prestare attenzione al fatto che la frutta possa contenere dei semini, che a volte non vengono digeriti.

    A cosa serve

    La rettoscopia serve soprattutto come strumento di diagnosi, nel caso in cui il medico sospetti qualche patologia.

    Di solito il primo allarme scatta, nel momento in cui ci si accorge di essere soggetti ad un sanguinamento rettale che non è occasionale. Il medico, quindi, vuole indagare su che cosa ci sia alla base del sanguinamento.

    Forse si potrebbe trattare di polipi del tratto ano–rettale o potrebbe esserci la presenza di emorroidi. Il problema potrebbe essere determinato da fistole anali o, nei casi più gravi, potrebbe essere dovuto ad un tumore al colon–retto o ad un carcinoma dell’ano. Attraverso il rettoscopio, inoltre, è possibile verificare qualsiasi trauma che ha subito questo tratto finale dell’intestino.

    Con la rettoscopia si può stabilire l’effettiva causa che sta dietro il disturbo, in modo da intervenire opportunamente e tempestivamente. Attraverso la rettoscopia è possibile anche prelevare un campione di tessuto, che può essere sottoposto alla biopsia, per chiarire la natura di eventuali formazioni cellulari anomale. Tutto ciò si rivela molto utile, nel caso si tratti, eventualmente, della presenza di un tumore.

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