Regolare la glicemia il prima possibile per combattere il diabete

Regolare la glicemia il prima possibile per combattere il diabete

Si chiama SUBITO! il progetto presentato alle istituzioni dall'Associazione Medici Diabetologi: l'obiettivo è modificare l'approccio alla cura del diabete, puntando a diagnosi sempre più precoci e alla regolazione rapida dei livelli di glicemia, per ridurre il rischio di complicanze

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    Contro le complicanze del diabete regolare la glicemia il prima possibile

    Sono circa 4 milioni gli Italiani colpiti da diabete di tipo 2, la malattia cronica caratterizzata da un alterato metabolismo degli zuccheri per una resistenza dell’organismo all’azione dell’insulina. Gli zuccheri, così, non vengono metabolizzati e il loro livello nel sangue – la glicemia – aumenta pericolosamente.

    Quando alti livelli di glicemia sono una situazione cronica, il rischio è quello di complicanze, anche molto gravi: solo in Italia ogni anno 75.000 diabetici sono colpiti da infarto, 18.000 da ictus, 20.000 vanno incontro a insufficienza renale cronica, 5.000 all’amputazione degli arti inferiori, 18.000 al decesso.

    Fondamentale diventa, quindi, la rapidità di diagnosi e cura: riportare i valori della glicemia alla normalità e mantenerli costantemente sotto controllo, sin dall’esordio della malattia o comunque alla sua diagnosi, al fine di ridurre il peso delle complicanze cardiovascolari nei successivi 5 anni è l’obiettivo del progetto SUBITO!, presentato ieri alle istituzioni dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD).

    “Se cominciassimo a trattare in maniera rigorosa la malattia almeno 5 anni prima potremmo ridurre le complicanze cardiovascolari sino a oltre il 40%” spiega Carlo Giorda, Vicepresidente AMD. Il se è d’obbligo, considerata la situazione italiana, dove ogni anno circa il 17% delle visite nei centri diabetologici AMD è rappresentato da prime visite di pazienti con la malattia già in corso mediamente da oltre 7 anni. Un problema non solo dal punto di vista della salute del paziente, ma anche delle spese sanitarie, perché le complicanze del diabete incidono fortemente sulle finanze pubbliche.

    “E’ evidente che qualche cosa, nel sistema di gestione della malattia diabetica non funzioni a dovere”, prosegue Giorda.

    E per correggere quello che non funziona il progetto SUBITO! punta ad agire su più fronti, formando e educando i medici (diabetologi, di medicina generale e di altre branche mediche), le associazioni di volontariato, ma anche le istituzioni e l’industria, a un diverso approccio alla malattia: la strada giusta non è far scendere la glicemia quando ormai è già assestata su valori troppo alti, ma impedire che arrivi a questi livelli deteriori.

    Immagine tratta da: Danielebosone.it

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