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Red Bull: insegnanti, studenti e loro genitori chiedono controlli su bevanda

Red Bull: insegnanti, studenti e loro genitori chiedono controlli su bevanda

La Red Bull, bevanda energizzante non dovrebbe essere venduta senza alcuna indicazione e controindicazione del suo utilizzo

da in Alimentazione, Gravidanza, Malattie, Pressione

    Red Bull

    Finirà sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, a causa della supposta pubblicità ingannevole e sleale, la bevanda Red Bull segnalata all’Ente di tutela dei messaggi pubblicitari da genitori di studenti e loro insegnati e dirigenti, insieme al CRTCU, ovvero, il Centro di Ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti della città di Trento.L’oggetto della denuncia traeva origine da uno spot pubblicitario che ritraeva un furgoncino della Red Bull che distribuiva un singolare volantino che recitava testualmente: “per autisti che amano tirare tardi, per studenti affaticati dallo studio, per la donna con 10 lavori e per quando fuori dalla discoteca il gallo canta”.

    Ma i denuncianti invocano anche l’intervento della Commissaria europea dei Consumatori, Maglena Kuneva, invocando uno studio circa gli eventuali danni che possono arrecare alla salute bevande energizzanti come quella segnalata, anche tenuto conto che in certi Stati quali la Danimarca e la Norvegia, tali bibite sono bandite e che in Francia sono in corso studi per via di eventuali fenomeni avversi a carico del metabolismo e sulla pressione arteriosa e, dunque, da attenzionare così come si farebbe con un farmaco con tanto di avvertenza per l’uso del tipo raccomandato alle sostanze farmaceutiche in commercio, ovvero.è sconsigliato l’uso alle donne in gravidanza, ai minori e alle persone a rischio cardiovascolare.

    “La modalità di marketing adottata da Red Bull è particolarmente aggressiva – scrive Carlo Biasior, giurista del CRTCU – soprattutto in relazione ai destinatari dei messaggi promozionali utilizzati dall’azienda, ragazzi delle scuole medie superiori, certamente in grado di assumere scelte autonome e consapevoli, ma di sicuro sensibili agli eccessi e al bisogno di affermazione”. “La pubblicità rivolta a minori e adolescenti è disciplinata da regole precise, riteniamo che in questo caso siano state violate”. Il CRTCU chiede, inoltre, alla Commissione Ue e al Ministero della Salute di rendere obbligatoria tra le avvertenze in etichetta la pericolosità, sconsigliandone l’assunzione per i cardiopatici, gli ipertesi, le donne in stato di gravidanza e avvertendo di evitare la simultanea esposizione ad alcool e tabacco. A livello comunitario al momento è disciplinato solo l’obbligo di indicare l’elevato tenore di caffeina.

    A riprova che tale bevanda dovrebbe sottostare a precise regole, la constatazione di quanto previsto dalla Legge del 1998 che fissa i limiti massimi di caffeina (320mg/l) e di taurina (4 g/l) nelle bevande energizzanti, oltre a prevedere, anche che nelle etichette, l’avvertenza di evitare la simultanea esposizione ad alcool e tabacco.

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