Recupero della vista grazie ad una nuova protesi impiantata nella retina

Recupero della vista grazie ad una nuova protesi impiantata nella retina

Uno studio americano condotto dai ricercatori del dipartimento di Oftalmologia della Stanford University School of Medicine, per ora, si è concluso con la creazione di una protesi in grado di far recuperare la vista

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    recupero vista nuova protesi impiantata nella retina

    Una nuova protesi inserita nella retina aiuterà a recuperare la vista nei pazienti affetti da gravi patologie agli occhi. Studiosi americani hanno messo a punto un dispositivo che in futuro potrà aiutare milioni di persone rispetto agli attuali dispositivi che presentano ancora qualche difetto o che comunque non riescono a dare una visione ottimale. Purtroppo, per quanto i ricercatori stiano lavorando celermente ci vorrà ancora qualche anno prima che la nuova protesi possa essere sperimentata anche sull’uomo: infatti, sino ad ora i test sono stati eseguiti su topi da laboratorio. È comunque un risultato molto importante che riuscirà a trattare le gravi conseguenze di patologie, come la degenerazione maculare senile e la retinite pigmentosa che provocano un’alterazione delle cellule della retina che hanno il compito di captare la luce prima che venga trasformata in impulso elettrico ed essere trasmessa al cervello.

    Lo studio americano e l’innovativa protesi

    studio americano innovativa protesiIl gruppo di studiosi del dipartimento di Oftalmologia della Stanford University School of Medicine, guidati dal dottore Daniel Palanker, hanno condotto una ricerca che ha avuto come risultato la scoperta della protesi, come accennato sopra. Pochi giorni fa sulla rivista Nature Photonics sono stati pubblicati i risultati dello studio americano. Sino ad ora i test sono stati eseguiti sui topi, precisamente sui tessuti retinici sia sani che non prelevati dagli animali. In cosa consiste la protesi? È costituita da una parte esterna e da una interna. Quella esterna è costituita da un paio di occhiali speciali dotati di una microcamera e da un sistema che riesce a proiettare le immagini reali su un display a cristalli liquidi posto sul retro delle lenti. Le immagini prese dalla realtà vengono proiettate tramite luce pulsata nella lunghezza d’onda del quasi infrarosso e non mediante la luce normale. La parte interna viene impiantata nella retina, e consiste in un microchip di circa 3 mm di diametro, che riesce a convertire la luce in stimolo elettrico, che raggiunge il cervello, e permette ai pazienti affetti dalle gravi patologie, viste sopra, di vedere.

    Nonostante tutto vi è ancora un po’ di incredulità

    nonostante tutto ancora incredulitaI risultati ottenuti sono veramente strabilianti che fanno ben sperare i numerosi pazienti. Nonostante la positività dei test, sino ad ora, ottenuti sugli animali, gli esperti, compresi gli autori dello studio americano sono ancora un po’ increduli. Infatti, sino a quando non si inizieranno le ricerche e i test sull’uomo le vere e proprie capacità di questo nuovo sistema non sono al 100% chiare. Come accennato prima i dispositivi attualmente disponibili presentano dei difetti, come l’impossibilità di vedere i colori. Gli scienziati americani sperano che si possano iniziare il prima possibile gli studi sull’uomo in modo da poter scoprire se il nuovo sistema sia veramente indispensabile per riacquistare la capacità visiva (che sicuramente non sarà mai come una visione normale ma comunque indispensabile) persa a causa delle patologie che colpiscono la retina.

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