Rapporto medico paziente: è un diritto conoscere il sonno arretrato di un chirurgo?

Rapporto medico paziente: è un diritto conoscere il sonno arretrato di un chirurgo?

I pazienti dovrebbero essere informati sul sonno arretrato del chirurgo che li dovrà operare? Una questione controversa, che pone parecchi dubbi anche per ciò che riguarda l’applicazione della legge

da in Interventi Chirurgici, Sanità, Sonno
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    Il rapporto medico paziente è spesso problematico e ci si chiede se è un diritto del paziente conoscere il sonno arretrato del chirurgo che dovrà eseguire un determinato intervento. La questione, sollevata sul New England Journal of Medicine, appare piuttosto controversa. In effetti è da considerare che le capacità psicomotorie di un medico potrebbero essere condizionate dalla mancanza di un riposo adeguato.

    Si sa che la perdita protratta di sonno è alla base di molte patologie e gli effetti di uno stato di veglia portato avanti nel tempo si fanno sentire presto. Eppure a volte accade che un medico di turno al pronto soccorso durante la notte sia costretto a mettere in atto la mattina dopo degli interventi chirurgici già programmati. Tutto ciò comporta dei pericoli per i pazienti? A questa domanda non è facile rispondere.

    Più che altro dovrebbe essere la legge a stabilire regole precise.

    In Italia esistono delle norme a questo proposito. Ma quanto vengono rispettate? Il paziente forse dovrebbe sapere della stanchezza del medico che dovrà eseguire l’operazione, in modo da poter scegliere se farsi operare da un altro medico. Tutto ciò certo è molto complicato da gestire, sia per quanto riguarda l’organizzazione dell’ospedale sia per ciò che concerne lo stato psicologico del paziente che decide di rimandare l’intervento.

    Ma il sonno non è un aspetto sul quale si può soprassedere. Sappiamo infatti ad esempio che il sonno comporta degli effetti sulla guida simili a quelli dell’alcool e che l’ideale è dormire sette ore, per cui è opportuno prendere specifici provvedimenti per non mettere a rischio la salute dei pazienti.

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