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Rabbia: reprimerla fa male alle donne

Rabbia: reprimerla fa male alle donne

Se non esprimono la loro rabbia le donne rischiano di andare maggiormente incontro a depressione e disturbi alimentari

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    rabbia

    La rabbia è un sentimento che va espresso. Non si può pensare che reprimere ciò che si prova possa non avere effetti negativi sulla salute di chi adotta una sorta di comportamento basato sul silenzio. Il discorso vale in maniera particolare per le donne, che rischiano di ammalarsi e di incorrere in disturbi alimentari e depressivi.

    E’ questa la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori della University of Washington School of Medicine. Gli studiosi hanno rivolto delle interviste a 233 donne. Si è scoperto che tacere e non esprimere la rabbia ha un effetto molto negativo, visto che determina il rischio di sviluppare i sintomi della depressione aumenta del 3% per ogni punto di incremento dell’effetto del silenzio.

    Le emozioni individuali vanno espresse, per beneficiare dell’effetto positivo che possono avere le parole.

    Il linguaggio è infatti non solo un mezzo per comunicare che obbedisce ad esigenze pratiche, ma risponde alle esigenze interiori degli esseri umani, in quanto consente di verbalizzare e quindi di esplicitare ciò che provano. Molte donne invece sembrano chiudersi in se stesse quando subiscono episodi di mancanza di rispetto o di sopraffazione.

    Un atteggiamento che rischia di provocare molti danni al benessere personale, visto che, oltre alla depressione, può determinare anche una vera e propria insoddisfazione nei confronti del proprio corpo che diventa la causa principale per l’insorgenza di disturbi alimentari gravi come l’anoressia e la bulimia.

    Se si vuole scongiurare il pericolo di andare incontro a queste conseguenze, bisogna imparare a privilegiare il valore svolto dall’espressione verbale dei sentimenti, non considerandola come un elemento di debolezza, ma di grande coraggio e di tutela della salute personale.

    Immagine tratta da: blog.donnamoderna.com

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