Quando gli uomini hanno il “seno”

Quando gli uomini hanno il “seno”

La ginecomastia è un intervento di chirurgia estetica che si rende necessario quando un uomo ha il "seno"

da in Chirurgia estetica
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    Ginecomastia

    Succede sempre più spesso: gli uomini hanno la barba, i fianchi stretti, il vocione ma anche… il seno. E alcune volte è così pronunciato da superare per dimensione quello delle loro compagne. «Seppur in assenza di dati statistici attendibili, per quanto riguarda l’osservazione clinica non ci sono dubbi che si tratti di un inestetismo in forte crescita», dice Marco Klinger, direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica all’Università di Milano e autore del libro fresco di stampa “600 domande di chirurgia plastica a Marco Klinger”, scritto a quattro mani con Rodolfo Colarizi.

    Le cause della ginecomastia, così si chiama questo disturbo, sono da ricercare nel sovrappeso ma soprattutto nell’alimentazione, che quasi inevitabilmente comprende cibi ricchi di ormoni, come spesso risultano essere la carne di pollo, suino e vitello. In altri casi, poi, a determinare l’inestetismo sono alcuni farmaci. «Nelle donne come negli uomini le ghiandole mammarie sono un organo bersaglio di ormoni. Ecco perché tende a modificarsi a fronte di dosaggi ormonali diversi», spiega Klinger.

    E, come spesso accade (le donne lo sanno benissimo!) la lotta ai depositi localizzati di grasso è una dura lotta. «Anche agli uomini succede di dimagrire altrove, ma di non riuscire ad ottenere vistosi miglioramenti là dove si vorrebbe.

    Per questo il trattamento efficace è praticamente solo quello chirurgico, anche se con risultati molto più naturali rispetto a quelli del passato. Un tempo si eliminava completamente la ghiandola mammaria, creando un effetto eccessivamente scavato, che rendeva evidente il ritocco. Oggi, invece, in buone mani si ottiene il risultato tendenzialmente stabile nel tempo di un petto completamente “normale”, maschile ma non scheletrico». L’intervento, che può avvenire in anestesia locale, avviene secondo diverse modalità, a seconda dell’entità dei casi.

    «Quando l’inestetismo è legato principalmente alla presenza di grasso localizzato ci si limita a una piccola lipoaspirazione, che comporta incisioni di pochi mm nella regione mammaria, in corrispondenza dei varchi d’ingresso della cannula aspirante. Quando il “seno” è causato soprattutto dall’aumento della ghiandola, si provvede a ridurla praticando un’incisione più estesa, di qualche cm, nella parte inferiore dell’areola, la parte più scura che circonda il capezzolo. Infine, nei casi più pronunciati, per ottenere l’effetto più naturale si abbinano i due interventi».

    Decisamente “soft” la convalescenza: si ritorna al lavoro dopo 2-3 giorni e l’unica accortezza da osservare è quella di indossare una guaina elastica compressiva per 7-10 giorni. «Aiuta i tessuti di rivestimento ad aderire meglio a quelli sottostanti, modificati dall’intervento, evitando l’effetto ‘pelle molle’. Infine massaggi quotidiani di pochi minuti sono utili a favorire la migliore qualità delle cicatrici, nella maggioranza dei casi praticamente invisibili».

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