Quali sono le differenze fra l’olio di palma e gli altri oli vegetali?

Quali sono le differenze fra l’olio di palma e gli altri oli vegetali?
da in Alimentazione
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16/11/2016 07:07

    Oli

    Quali sono le differenze fra l’olio di palma e gli altri oli vegetali? Olio di palma, olio di girasole, olio di mais, olio di soia, olio di arachidi, olio di semi di colza, olio extravergine di oliva, olio di semi di lino, olio di cocco e chi più ne ha più ne metta: sono, infatti, davvero moltissime le opzioni riguardanti l’olio, guardando tra gli scaffali dei supermercati e non c’è davvero che l’imbarazzo della scelta. Ciò che si sa è che esistono alcuni oli che, però, non sono del tutto indicati per la salute dell’organismo e che fanno più male che bene. La maggior parte degli oli vegetali contengono grassi mono e polinsaturi e pochi grassi saturi: gli acidi grassi insaturi sono da prediligere rispetto ai grassi saturi, in quanto vantano dei benefici per la salute cardiovascolare, al contrario degli acidi grassi saturi che sono da considerare nocivi. È, però, da tenere presente che tutti gli oli vanno, in ogni caso, consumati con moderazione. Ma come scegliere l’olio migliore in cucina? Cerchiamo di mettere gli oli a confronto per capirne un po’ di più in merito.

    Palma

    L’olio di palma è un ingrediente, ormai, presente quasi ovunque e a cui occorre prestare particolare attenzione, per via dei diversi aspetti negativi che lo contraddistinguono dagli altri oli vegetali. Questo olio non proviene da coltivazioni geneticamente modificate – come vedremo più avanti – come l’olio di colza, ma non fa ugualmente bene alla nostra salute e all’ambiente che ci circonda. Perché? L’olio di palma è molto dannoso per la salute, in quanto contiene un’altissima percentuale di grassi saturi, che agevolano la produzione del colesterolo LDL, ovvero quello maggiormente rischioso per l’apparato cardiocircolatorio. Sia l’OMS che la Food And Drug Administration statunitense hanno messo in risalto i danni alla salute che può provocare questo tipo di olio, senza contare la selvaggia deforestazione e la morte di alcuni animali per produrlo. Sono, quindi, diversi i motivi per non usare l’olio di palma.

    Colza

    L’olio di colza – proprio come l’olio di palma – è pienissimo di acidi grassi saturi – rischiosi, come detto prima, per l’apparato cardiovascolare – e di acido erucico, altrettanto dannoso. La colza, inoltre, fa parte di quegli alimenti geneticamente modificati che sono sempre più spesso immessi sul mercato.

    Canola

    L’olio di canola – abbreviazione di Canadian Oil – altro non è che l’olio ottenuto da colza geneticamente modificata per poter abbassare il contenuto dell’acido erucico. I danni provocati da questo tipo di olio sono diversi: secondo alcuni studi, pare possa causare cancro al polmone, anemia, perdita della vista, disturbi al sistema nervoso centrale e aumento del rischio cardiovascolare.

    Soia

    Come i precedenti oli citati, anche l’olio di soia proviene, soprattutto, da coltivazioni OGM, oltre ad essere un olio raffinato che viene prodotto con gli scarti della materia prima. L’ideale, prima di acquistare un prodotto, è sempre leggere le etichette attentamente per assicurarsi della sua provenienza.

    Olio

    Tutti i vari oli di semi non sono, invece – nella maggior parte dei casi – dannosi quanto gli oli prima citati, ma vanno in ogni caso consumati con attenzione e solo come saltuaria alternativa all’olio extravergine di oliva, per quanto riguarda la frittura dei cibi.

    Olio d'oliva

    Infine, l’olio extravergine di oliva apporta i maggiori benefici per la salute rispetto a tutti gli altri oli – vanta un elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi – ma, anche in questo caso, non è tutto oro ciò che luccica: sebbene sia un olio da preferire rispetto agli altri, è consigliabile ridurne al minimo l’impiego in cottura – meglio se usato a crudo – in quanto ad elevate temperature si decompone e causa la formazione di radicali liberi.

    951

    LEGGI ANCHE