Ptosi palpebrale: sintomi, cause e rimedi

Ptosi palpebrale: sintomi, cause e rimedi
da in Occhi, Vista
Ultimo aggiornamento: Venerdì 18/11/2016 07:07

    Occhi

    La ptosi palpebrale è una patologia che provoca sintomi ben precisi e le cui cause possono essere diverse. Ma quali sono i rimedi che la riguardano? Cos’è, esattamente, la ptosi palpebrale? In poche parole, si tratta di palpebre cadenti: con il termine “ptosi” si indica un’affezione in cui una o entrambe le palpebre superiori risultano più basse rispetto al loro normale livello, per cui lo spazio tra la palpebra inferiore e quella superiore risulta essere ridotto in misura variabile. Ma qual è la sintomatologia esatta legata a questo disturbo? Quali sono le sue cause? Quale il trattamento per giungere alla guarigione? Scopriamo di più in merito.


    Sebbene la ptosi palpebrale possa sembrare un problema poco rilevante, questo è, in realtà, un disturbo che può avere diverse ripercussioni sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono. Quali sono i suoi sintomi? La palpebra colpita dalla ptosi copre, per l’appunto, l’occhio e, nei casi più gravi, arriva a nascondere quasi tutta l’iride: naturalmente, questo fattore impedisce di poter vedere bene e soddisfacentemente e il rischio è quello di passare da una visione binoculare a una visione monoculare. La ptosi palpebrale causa, poi, un aspetto addormentato, stanco e triste che non rispecchia, però, la personalità del soggetto; il campo visivo – oltre che compromesso – risulta limitato; l’abbassamento delle palpebre porta, inoltre, il paziente ad assumere posizioni errate del capo, causando torcicollo, mal di testa – di cui esistono varie tipologie - e la formazione di rughe sul viso.


    La ptosi palpebrale può essere sia congenita che acquisita, ovvero di natura neurologica: per quanto riguarda il primo caso, dunque, il disturbo si presenta sin dalla nascita – compromettendo, in alcuni casi, il corretto sviluppo oculare e la qualità della vista – nel secondo caso, invece, la ptosi può essere causata da forti traumi o da malattie, come la miastenia gravis – causa di diversi sintomi - o tumori. Oltre a ciò, la ptosi palpebrale può essere causata dal normale invecchiamento. Ad ogni modo, ad impedire alla palpebra di stare correttamente alzata è il muscolo elevatore della stessa che non funziona come dovrebbe, è troppo corto, oppure è debole e non riesce a sollevare la palpebra. Alla comparsa dei sintomi, è opportuno rivolgersi al medico che – tramite analisi ed esami – eseguirà una diagnosi, stabilendo la cura adatta: nel caso in cui si tratti di ptosi palpebrale congenita saranno, probabilmente, il neonatologo e il pediatra stessi ad accorgersi del difetto.


    La terapia adatta alla ptosi palpebrale verrà stabilita dal chirurgo che potrà identificare la causa e, di conseguenza, decidere come intervenire per risolvere il problema. Generalmente, si decide per l’intervento chirurgico in due modi diversi, a seconda delle cause scatenanti: un caso prevede di accorciare il muscolo e fissarlo in modo stabile alla zona rigida della palpebra; mentre, in un altro caso, si preleva una fettuccia di tendine della muscolatura laterale della coscia e si collega il movimento di apertura o chiusura della palpebra a quello del sopracciglio, in modo tale da far sollevare la palpebra quando si alza il sopracciglio. Esistono, però, delle controindicazioni da valutare: ad esempio, la difficoltà nella chiusura totale della palpebra quando occorre che stia chiusa, come quando si dorme. Infine, è bene precisare che ogni paziente sarà indirizzato verso la soluzione più appropriata per il proprio caso specifico.

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