Psittacosi: sintomi, diagnosi e terapia

Psittacosi: sintomi, diagnosi e terapia
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    Influenza

    La psittacosi è una malattia infettiva che provoca sintomi che possono confondere facilmente, per cui non è semplice fare una diagnosi e adottare la giusta terapia. La psittacosi è una patologia che può colpire l’uomo, che viene a contatto con animali infetti: generalmente, si tratta di uccelli dell’ordine psittaciforme, come i pappagalli e, solo raramente, di piccioni, canarini, pollame, gabbiani e altri volatili del genere. Ma qual è la sintomatologia esatta della psittacosi? Quali sono le sue cause? Quale il trattamento da seguire per una veloce guarigione? Scopriamo di più in merito.

    I sintomi si verificano dopo il periodo di incubazione – di solito, asintomatico – di circa 1-3 settimane e riguardano febbre, brividi, spossatezza, debolezza, dolori muscolari, mal di testa, vertigini, malessere generale e inappetenza: la temperatura aumenta gradualmente, oltre ad essere accompagnata dalla comparsa di tosse e dispnea. La febbre può restare alta per circa 2-3 settimane per, poi, iniziare a scendere lentamente: la convalescenza è, infatti, estremamente graduale. Il decorso della malattia può essere sia lieve che di grave entità: ciò, infatti, dipende dall’età del paziente e dall’estensione di quella che può essere definita una polmonite.

    La psittacosi – simile a un’altra malattia chiamata “ornitosi” – è causata, solitamente, dall’inalazione della polvere degli escrementi o delle penne dei volatili a loro volta infetti: la malattia infettiva è, infatti, provocata dal batterio Chlamydia Psittaci. Il contagio può, inoltre, avvenire in seguito alla beccata di un uccello malato e, solo raramente, si verifica per via venerea o per inalazione di goccioline emesse tramite la tosse di persone infette. Ad ogni modo, la trasmissione da uomo a uomo può avvenire più facilmente quando si tratta di ceppi aviari particolarmente virulenti.

    Importante è la prevenzione contro questa rara malattia.

    A essere colpiti sono, soprattutto, quelle figure professionali che lavorano a contatto con gli uccelli o chi ne ha in casa e si occupa, ad esempio, della pulizia delle gabbia. Per queste ragioni, è importante curare la salute dei propri animali, tramite visite veterinarie periodiche: la psittacosi può, infatti, essere mortale anche per loro e va curata il prima possibile.

    Alla comparsa di sintomi e segni sospetti, è bene contattare immediatamente il medico e ciò perché, nei casi gravi non trattati, si può raggiungere una mortalità del 30%. La diagnosi non è semplice da effettuare, in quanto i sintomi possono facilmente essere confusi con quelli dell’influenza e di altre patologie gravi. La psittacosi viene, ad ogni modo, riconosciuta grazie all’anamnesi e agli esami e alle analisi del caso, che permetteranno di stabilire la cura più adatta: tra questi, TAC, radiografie al torace e analisi sierologiche per individuare il microrganismo causa dell’infezione.

    Quali sono i rimedi contro la psittacosi? È importante intervenire prontamente e seguire la cura indicata dal medico: si tratta, infatti – come specificato prima – di una malattia potenzialmente mortale. La terapia consiste nell’assunzione di antibiotici per un certo periodo di tempo stabilito dal medico: la cura non dovrà essere interrotta prima di quanto prescritto e occorrerà associarla a riposo assoluto a letto. Una volta terminato il periodo del trattamento, potrebbero essere effettuati nuovamente dei test per verificare che il batterio sia stato, effettivamente, eliminato dall’organismo. Infine, dovranno essere, ovviamente, curati anche gli animali veicolo dell’infezione.

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