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Psicologia: soldi “altrui” fanno l’infelicità

Psicologia: soldi “altrui” fanno l’infelicità

Non bastava la crisi a mettere in difficoltà i lavoratori, l'ansia da competizione toglie anche i pochi sorrisi rimasti: se parenti e amici guadagnano di più, l'infelicità è garantita

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    Il soldi fanno l’infelicità

    La crisi non è ancora passata e le bufere economiche invece di spegnersi, sembrano accendersi e ingigantirsi ogni giorno, da una parte all’altra del globo. Il risultato? Mercato in difficoltà, lavoratori sempre più in bilico e prospettive poco rosee. Non bastavano queste ansie per il futuro, già responsabili di molti disturbi psicologici e malattie, come attacchi di panico e depressione, a rincarare la dose ci si mette la solita ansia da competizione.

    Una sbirciatina alla busta paga della moglie o del migliore amico ed ecco che la tristezza arriva: secondo i ricercatori dell’Ecole d’économie de Paris, in Francia, che hanno condotto un’indagine in 24 Paesi europei, confrontare il reddito con amici e parenti potrebbe costare, allo sfortunato con la busta paga più leggera, una vera crisi di nervi e l’infelicità.

    Equilibrio psicologico e serenità messi a dura prova più che dalla crisi e dalle difficoltà di arrivare a fine mese, tra mutui, affitti e bollette, dall’impietoso confronto con i propri cari. Infatti, gli “avversari”, che con i loro guadagni più sostanziosi rischiano di minare la felicità, non sono gli estranei o i colleghi, ma gli amici più intimi e i parenti.

    Il senso di competizione sembra accendersi, con esiti infausti per l’umore, proprio tra le mura domestiche o nella cerchia delle amicizie più stretta. Se la busta paga più gonfia di sorelle, mariti, mogli, cugini o amici può dare talmente fastidio, da scatenare reazioni nervose e tristezza, quella dei colleghi spaventa di meno.

    Notare qualche euro di più nello stipendio del vicino di scrivania o del collega di ufficio non sembra creare troppe paranoie, anzi. Il reddito maggiore dei colleghi è di buon auspicio: fa intravedere prospettive di miglioramento economico anche per sé stessi.

    Immagine tratta da: disabili.com

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