Psicologia: primavera, salute psicofisica a rischio

Cambia la stagione, salgono le temperature, le giornate si allungano, ma la primavera, in alcuni casi, porta anche qualche disagio e problema psicofisico, fatto di irritabilità e aggressività

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    La primavera  e iproblemi di equilibrio psicofisico

    Le giornate si allungano, le temperature diventano più miti, i giardini si colorano di tutti i profumi primaverili: che bello, è primavera, ma non per tutti l’effetto positivo è garantito. La primavera scalda il cuore e risolleva l’umore, ma non a tutti. In alcuni casi, l’arrivo della nuova stagione mette a rischio la salute e l’equilibrio psicofisico, con riflessi negativi sull’umore.

    Proprio così, difficile da credere, ma gli esperti sembrano non avere dubbi. “In generale, circa due milioni di italiani risentono del cambio di stagione, una sorta di ‘sindrome da primavera’, che regala irritabilità, aggressività, rende più ansiosi e meno concentrati” come ricorda il professor Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano.

    Tutta colpa, o quasi, della luce: infatti, gli sbalzi di umore, l’irritabilità e gli stati d’ansia imprevisti, più frequenti nelle donne, sono lo spiacevole effetto della modificazione del cambio della luce. E’ proprio questo cambio di luminosità quotidiana che “induce cambiamenti a livello cerebrale. E se in molti risentono in generale dei cambi di stagione, quelli più pesanti da superare sono proprio i passaggi dall’autunno all’inverno e dall’inverno alla primavera” ha sottolineato lo psichiatra.

    Tra i sintomi da tenere sotto controllo, possibili segnali di una sindrome primaverile in agguato, ci sono la stanchezza, il malessere generale, la perdita di concentrazione, l’irritabilità, l’aggressività, l’ansia, la sonnolenza anomala e frequente.

    Effetti più o meno accentuati, sensazioni più meno evidenti e fastidiose, ma che dovrebbero far riflettere sul profondo legame tra la natura e gli esseri umani, come ricorda l’esperto “si tratta di disturbi affettivi che, in realtà, ci mostrano come siamo in collegamento con i ritmi della natura più di quanto non crediamo”.