Psicologia: Natale 2010 nero per gli Italiani

Psicologia: Natale 2010 nero per gli Italiani

Gli Italiani non vedonmo l'ora che il Natale

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    natale 2010

    Natale tempo di relax, gioia e serenità e in famiglia? Non la pensa così, quest’anno, una buona fetta degli Italiani che spera, anzi, che le imminenti festività passino in fretta. È questa, infatti, la triste fotografia del Natale 2010 emersa dal questionario online proposta dall’Associazione Europea Disturbi e Attacchi di Panico (Eurodap), cui hanno risposto circa 700 persone.

    “A causa delle restrizioni economiche e della crisi in generale la maggior parte delle persone vivrà il Natale senza aspettative, senza speranza, l’umore tenderà ad incupirsi, ad intristirsi e conseguentemente aumenteranno le sintomatologie dello stress e dell’ansia” spiega Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, presidente dell’Eurodap. Fattori che, in alcuni casi, vanno a incrementare la depressione natalizia di cui già tendono a soffrire alcune persone.

    Serenità e salute sono i regali più ambiti dal 75% degli ultrasessantenni, mentre il 60% delle persone che ha dai 26 ai 55 anni desidererebbe un posto di lavoro sicuro: ecco, quindi, che la precarietà e la crisi si affacciano anche sotto l’albero.

    “Solo i giovanissimi identificano la felicità nel possedere un oggetto: alla domanda ‘Quale regalo vorresti ricevere?’ il 75% dei giovani tra i 18 ai 35 anni hanno risposto ‘ la macchina dei miei sogni’” rivela l’esperta.

    Ma visto che il 25 dicembre è ormai alle porte, quali consigli per affrontare al meglio le feste? “Cerchiamo di tornare ai valori emotivi, abbandonando l’idea che valere ed essere riconosciuti ed accolti passa attraverso quello che spendiamo” suggerisce la Vinciguerra. “Scegliete il vostro Natale, non è vero che avendo meno possibilità economiche dobbiamo sperare che passi presto, altrimenti queste aspettative deluse in partenza rischiano di diventare tossine che inquinano la nostra mente ed il nostro corpo. Se impostiamo bene i nostri pensieri, i nostri atteggiamenti e comportamenti, potremmo scoprire che il Natale è molto più bello con meno cose se sono sostituite da maggior scambio emotivo, da maggior contatto e un affettuoso sorriso”.

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