Psicologia: la personalità non cambia crescendo

Psicologia: la personalità non cambia crescendo

Leoni o agnelli? Timidi e introversi, chiacchieroni o taciturini oppure estroversi e socievoli? Il carattere e la personalità che si manifestano da piccoli non cambiano diventando adulti

da in Comportamento, Psicologia, Ricerca Medica
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    Lupi o agnelli, la personalità è innata

    “Chi nasce rotondo non muore quadrato”, dice un vecchio detto popolare, a sottolineare come una persona non possa mai totalmente cambiare la propria personalità. E sembra proprio così anche secondo la scienza: il carattere che riceviamo in “dotazione” alla nascita e che ci rappresenta nell’infanzia non cambia per tutta la vita.

    Per arrivare a questa conclusione negli anni Sessanta alle Hawaii ha preso via un importante studio scientifico condotto su circa 2400 bambini delle scuole elementari, appartenenti a differenti gruppi etnici. Gli esperti dell’Università della California di Riverside, dell’Università dell’Oregon e dell’Oregon Research Institute hanno raccolto le descrizioni caratteriali dei bambini fatte dai loro maestri e le hanno confrontate, a distanza di oltre 40 anni, con quanto emergeva dalle videointerviste fatte ai soggetti, a 144 per la precisione, ormai diventati adulti.

    In particolare, gli scienziati hanno analizzato l’evoluzione di quattro tratti della personalità: buona capacità verbale, flessibilità, impulsività e modestia.

    E sono arrivati alla conclusione che, pur crescendo, si mantiene lo stesso carattere che si manifesta già da piccoli: “La personalità è parte di noi, parte della nostra biologia” spiega uno degli autori dello studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Social Psychological and Personality Science”.

    Cosa è emerso in pratica dallo studio? Per esempio i bambini particolarmente loquaci sono diventati adulti con un’intatta agilità di linguaggio, un alto livello di intelligenza e una predisposizione alle attività intellettuali. I bimbi più impulsivi sono cresciuti come adulti un po’ chiassosi e molto comunicativi, pieni di interessi, “multitasking” come si dice oggi. I più riflessivi hanno mantenuto una minore inclinazione alla socialità e i “modesti” , cioè quelli che sin da piccoli tendevano a minimizzare le proprie qualità, sono cresciuti con poca autostima . Basta quindi osservare con attenzione il comportamento e il carattere di un bambino per sapere che tipo di adulto diventerà.

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