Psicologia infantile: anche i bambini piccoli discernono i “buoni dai cattivi”

Psicologia infantile: anche i bambini piccoli discernono i “buoni dai cattivi”

Per nulla vero il fatto che i bambini nella primissima età non discernano dai comportamenti quelli positivi da quelli negativi

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    Psicologia infantile: anche i bambini piccoli discernono i “buoni dai cattivi”

    E’ una scoperta importante che rivaluta il ruolo della psiche dei bambini, anche i più piccoli, di fronte ad un evento traumatico cui involontariamente assistono; chi un tempo pensava che bambini di soli sei mesi di età potessero assistere senza manifestare alcuna emozione ad un fatto grave senza riportare alcuna conseguenza psicologica si sbaglia e di grosso; come dimostra una recente scoperta scientifica riportata sulla rivista Nature.

    Autore della scoperta Karen Wynn della Yale University di New Haven (Connecticut, Stati Uniti), che ha condotto il gruppo di ricerca che ha relizzato lo studio che ha constatato come i bambini in maniera innata riescano a classificare i “ buoni e i cattivi” fin dalla primissima infanzia e ancor prima che incomincino a parlare. Tale osservazione è stata fatta assistendo al comportamento dei piccoli davanti ad uno spettacolo di burattini da dove si evinceva come gli spettatori manifestavano evidentemente la loro preferenza verso quei pupazzi che impersonavano il ruolo del buono pronto a soccorrere il protagonista in difficoltà rispetto a quelli che vi si opponevano perché “cattivi”.

    Secondo gli scienziati che hanno partecipato all’iniziativa il fatto è importante poiché spiegherebbe al meglio la capacità dell’essere umano, pur se in tenera età, di riuscire a discernere il livello ed il comportamenti dei propri simili coi quali intrattengono rapporti interpersonali.

    “È il primo esperimento realizzato finora che sia stato in grado di dimostrare che i bambini, fin da giovanissima età, siano capaci di sviluppare preferenze verso alcuni individui rispetto ad altri in base alle azioni che questi stessi individui compiono”, spiega la ricercatrice Karen Wynn e i suoi colleghi.

    Per vedere le fasi dell’esperimento, guardate il video

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