Psicologia: il tic, disturbo da bambini

Psicologia: il tic, disturbo da bambini

Il tic non è una malattia, ma, nella maggior parte, si trata di un disturbo psicosomatico, che può colpire anche i bambini, fin dai primi mesi di vita: la comprensione è la strategia migliore

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    nei tic tutto il disagio dei bambini

    Se il vostro bambino si contorce facendo movimenti strani, improvvisi e insensati, se il suo piccolo faccino viene troppo spesso distorto da smorfie immotivate e ripetute, niente paura: il tic non è solo roba da grandi, è un disturbo che può colpire anche i bambini in tenera età.

    Genitori non saltate alle conclusioni sbagliate, niente panico o allarmismo, non serve correre dal pediatra. Il tic non è una malattia grave, non necessita di cure complicate o farmaci particolari, ma non va sottovalutato, perché può creare forte imbarazzo nel piccolo, che può vivere con disagio questi movimenti o gesti incontrollati.

    Il tic prevede la ripetizione di movimenti convulsi, del tutto involontari, di alcuni muscoli del corpo, improvvisa e in rapida successione. Non c’è nessuna razionalità o scelta alla base dei movimenti, è come se i muscoli decidessero autonomamente come agire, senza interpellare il cervello o ricevere comandi precisi.

    Il disturbo può interessare anche i bambini molto piccoli, fin dai primi mesi di vita, ma, solitamente la fascia d’età più colpita è quella tra i 2 e i 6 anni. Nella maggior parte dei casi, il tic è solo una fase della crescita, un problema passeggero, destinato a risolversi nell’arco di qualche mese, è più raro che il disturbo accompagni il piccolo fino all’età adulta.

    Tra i tic più diffusi ci sono quelli motori, che coinvolgono soprattutto la parte superiore del corpo, il collo e il viso, e verbali, che prevedono l’emissione immotivata di suoni o la ripetizione di sillabe, parole o frasi. Rientrano nella categoria dei tic anche i continui colpi di tosse, la ripetizione di fischi o di gesti strani, come arrotolarsi continuamente i capelli.

    Movimenti e suoni strani, spesso, sono solo il sintomo di un disagio profondo, di un problema psicologico.

    Infatti, eccetto una percentuale ridotta di casi in cui il tic è sintomo di una malattia neurologica, si tratta di un disturbo psicosomatico. Il bambino cerca di comunicare a mamma e papà il suo disagio psicologico, esprimendolo con questi strani atteggiamenti del suo corpo. Molto spesso è possibile collegare la comparsa del tic con un evento particolarmente stressante per il piccolo, come l’arrivo di un fratellino, la separazione dei genitori o il primo ingresso alla scuola dell’infanzia.

    L’unica strategia vincente che possono mettere in campo i genitori è fatta di tanta pazienza e comprensione. Mamma e papà non devono far sentire in colpa il bimbo per il tic, sgridandolo o sottolineandone ogni manifestazione, devono stargli vicino, cercare il dialogo, per capire cosa lo turba e rendersi disponibili ad aiutarlo. Se tutti gli sforzi non bastano, gli anni passano e il tic insiste o, addirittura, peggiora, meglio rivolgersi al pediatra e allo psicologo.

    Immagine tratta da: genitoriquasiperfetti.com

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