Psicologia: crisi e povertà, rischio depressione sociale

La crisi economica rivela risvolti sempre più inquietanti non solo dal punto di vista finanziario: per gli italiani il rischio depressione sociale è sempre più alto

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    La crisi economica e la depressione sociale

    La crisi economica e la povertà crescente mettono in ginocchio gli italiani finanziariamente, ma non solo, secondo gli esperti rischia di metterli “ko” anche psicologicamente, con contraccolpi da non sottovalutare sul benessere mentale dei connazionali. La congiuntura economica sfavorevole potrebbe innescare una spirale negativa di ansia, panico , una vera e propria depressione sociale.

    L’incubo peggiore, connesso e scatenato dalla crisi economica, dalla povertà, che è, secondo i più recenti dati Istat un rischio reale per ben sette milioni di italiani, si chiama proprio depressione. La spirale negativa che si innesta comincia dalle prime manifestazioni di ansia, stress e tensione, per poi assumere i contorni sempre più patologici dell’attacco di panico e della depressione, con risvolti, in alcuni casi, tragici.

    “Le patologie della sfera psicologica, ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi ossessivi compulsivi stanno aumentando a macchia d’olio tra la popolazione sia giovane sia avanti con l’età. Le persone non sono in grado di reagire ai cambiamenti, non sono pronte, non hanno gli strumenti” ha osservato la dottoressa Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, che con la sua Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico, sta portando avanti una serie di studi su come la popolazione stia reagendo alla crisi economica.

    Una famiglia che si trova costretta a cambiare stile di vita per la crisi economica difficilmente rimarrà unita. Si perderanno i coniugi, ognuno dei due chiuso nelle proprie preoccupazioni che portano paura, ansia, stati d’animo negativi; si deprimeranno i figli ai quali nessuno aveva insegnato, nella maggior parte dei casi, a ricercare gli stimoli per superare una crisi. Abbiamo educato la generazione dei ragazzi ad avere tutto e subito, non a lottare per ottenere” ha aggiunto l’esperta.