Psicologia bambini: stress da primo giorno di scuola

Psicologia bambini: stress da primo giorno di scuola

Vacanze finite, tempo di scuola o, meglio di primo giorno di scuola elementare per migliaia di piccoli italiani, che rischiano di viverlo con un carico eccessivo di ansia e stress

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    I bambini e lo stress da primo giorno di scuola

    Settembre, estate quasi archiviata e tempo di rientri, dalle vacanze, ma, soprattutto, al lavoro, per gli adulti e a scuola per i più giovani. Sono proprio loro i giovanissimo, o, meglio, i bambini che si preparano ad affrontare il primo giorno di scuola primaria, dopo avere abbandonato la scuola dell’infanzia, i più a rischio stress.

    Dopo le vacanze trascorse in serenità e spensieratezza, tra mare, montagna, giochi e relax, tra qualche giorno è tempo di scuola: sono circa 558.416, i piccoli italiani che a breve affronteranno uno dei momenti più temuti e attesi dell’infanzia, il primo giorno di scuola.

    Un traguardo o, meglio, un passaggio obbligato nella crescita di ogni individuo, che, però, secondo gli esperti potrebbe essere segnato da aumenti del livello di stress, ansia e tensione nei piccoli scolari alle prime armi.

    “Per i bambini di 5-6 anni è un grande cambiamento: di maestre, compagni, classe, edificio scolastico. Ecco perché l’attesa può rivelarsi stressante per i piccoli, che a questa età sono molto conservatori e sentono già il peso delle aspettative degli adulti” ha ricordato il professor Italo Farnetani, pediatra e docente presso l’università Milano Bicocca.

    Tutta colpa dei genitori o quasi, secondo il pediatra, che punta il dito contro le pressioni eccessive e l’apprensione di mamma e papà, ma anche contro il sistema scolastico, caratterizzato da una discontinuità esagerata tra scuola dell’infanzia ed elementare. Un salto troppo netto, che i bambini rischiano di vivere con troppo disagio, senso di inadeguatezza, agitazione e preoccupazione, che spinge i piccoli a essere “un po’ più agitati del solito, di malumore, avere problemi ad addormentarsi o incappare in bruschi risvegli nel cuore della notte”, come ha osservato il professor Farnetani.

    Il passaggio è davvero brusco, così come il cambiamento che i bambini si accingono ad affrontare, iniziando le scuole primarie “si smette di giocare e si inizia a imparare, e i bambini lo sanno. Inoltre sono consapevoli del fatto che molte cose per loro, rispetto agli anni precedenti, cambieranno. Facce nuove da conoscere, ritmi nuovi” ha aggiunto il pediatra.

    Pressione per le novità, ma non solo: i piccoli avvertono anche tutta la tensione provocata dalle aspettative dei genitori che se prima, durante la scuola dell’infanzia “per lo più si disinteressavano di disegni e lavoretti, in prima elementare manifestano grandi aspettative, a volte eccessive” ha sottolineato l’esperto.

    La strategia giusta per accompagnare i figli in questo passaggio, rendendolo il meno doloroso e traumatico possibile? Mai portare il piccolo a vedere la scuola da fuori quando è ancora chiusa, ma cominciare a fare gli acquisti per la scuola, coinvolgendolo nella scelta. Evitare di caricarlo d’ansia, limitando i discorsi sul suo primo giorno di scuola, ma abituarlo gradualmente ai nuovi orari, per evitare un “risveglio” traumatico proprio al momento fatidico.

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