Psiche: il cosmopolita avverte insicurezza

Psiche: il cosmopolita avverte insicurezza

La globalizzazione, la competitività internazionale, la possibilità di comunicare con il mondo intero, hanno causato nella attuale generazione un processo di maturazione globale pari a quello del bambino quando ottiene carta bianca nell'organizzazione del suo tempo

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    Mondialità

    La mente umana reagisce secondo gli stimoli che riceve: se da un lato poter vivere nella coscienza del mondo intero porta competenze e conoscenza, dall’altra impone di vivere in uno stato di allerta che non lascia spazio alla tradizionale sicurezza fatta di poche cose, ma ben salde.

    Ecco come mai nasce la sindrome dell’uomo cosmopolita: attento ai cambiamenti della società, ma spaventato per la poca certezza che il mondo globalizzato offre. Del resto lo hanno sempre detto achei nostri avi, più si è stupidi e più si è sereni, evidentemente conoscere le regole dl mondo causa incertezza.

    I confini del locale, ormai, entro i limiti della conoscenza e dell’economia, sono crollati: la mente umana viaggia secondo delle logiche variabili, a seconda dell’interesse e della convenienza del momento, e quello che è accaduto ora, nella società moderna, è che la comunità chiede di essere rappresentata e protetta, indipendentemente dalla sua globalizzabilità.

    Ne parla Rossella Salmone, sociologa, quando dice che

    “La comunità ci manca, e con essa il bisogno di essere protetti, poiché il globale, di per sè, non contiene elmenti come la sicurezza.”

    La conquista della libertà comporta necessariamente di rinunciare alla stabiità e alla continuità,poiché l’equilibrio è dinamico, e in quanto tale, per riproporsi e rinnovarsi, necessita di cambiamento.

    La libertà senza gruppo diventa anarchica e il gruppo senza libertà diventa schiavo, per cui no è chiaro se libertà e sicurezza, identità e comunità, avranno mai una netta linea di demarcazione, che consenta a primo acchito di asserire che uno stato è migliore rispetto a un altro.

    Di questa incertezza dichiaratamente figlia della società globalizzata, non vogliono farsi carico le comunità locali, che be lontane dal perdere le loro certezze non riescono ad accettare che comunque la cosietà mondiale si evolverà a dovere, fino a ristabilire un equilibrio definitivo, tanto indispensabile come grave.

    Luciano Gallino – Ferdinand Tollies

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