Prurito: potremo grattarci all’inverosimile?

Prurito: potremo grattarci all’inverosimile?

Secondo gli scienziati non solo è stato possibile localizzare i recettori del prurito localizzati a livello della colonna vertebrale, ma si è riusciti anche a spiegare le motivazioni che inducono il soggetto in preda al prurito a sfregarsi la pelle in maniera a volte persino energica, in risposta ad un segnale inviato direttamente dal sistema nervoso fino alla sede della parte irritata

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    Prurito

    Chissà quante volte avremo detto, soprattutto ad un bambino che per una qualsiasi causa soffriva di prurito, di non grattarsi scoraggiando l’insana abitudine anche al fine di prevenire complicazioni da sfregamento. Ma oggi potrebbe validarsi un’altra teoria dimostrata da un gruppo di studiosi dell’Università di Minneapolis, pubblicata su Nature Science che avrebbe ribaltato il concetto che voleva che in presenza di prurito farebbe male grattarsi.

    Secondo gli scienziati non solo è stato possibile localizzare i recettori del prurito localizzati a livello della colonna vertebrale, ma si è riusciti anche a spiegare le motivazioni che inducono il soggetto in preda al prurito a sfregarsi la pelle in maniera a volte persino energica, in risposta ad un segnale inviato direttamente dal sistema nervoso fino alla sede della parte irritata.

    Ma c’è di più, i ricercatori sarebbero anche giunti ad un’altra conclusione, non è vero che fa male grattarsi, anzi, facendolo non si mette a tacere solo la psicologia che ci convinceva che con la “ grattata” si avvertisse solo un sollievo psicologico e non fisico, al contrario, la frizione della pelle finirebbe con l’inibire i neuroni col risultato di partecipare al controllo del fastidio, purchè questi non sia causato da manifestazioni patologiche che lo generebbero di continuo.

    Il risultato della ricerca comunque, così come è stato presentato, sembrerebbe un tantino riduttivo perché non palesa gli effetti che lo sfregamento incontrollato sulla pelle determina anche ai fini delle eventuali infezioni che possono sovrapporsi, senza considerare che di forme pruriginose ne esistono una moltitudine ed in molte di queste proprio l’assunzione di farmaci serve non solo a liberare dal fastidio il paziente ma anche ad affrancarlo da quelle situazioni che abbiano determinato la necessità di grattarsi, in attesa anche di capire il fenomeno che abbia generato tale esigenza.


    Ma tornando allo studio, in futuro potremo grattarci all’inverosimile ovunque ci si trovi?… e se così fosse… come ci si mette d’accordo anche con le ferree regole del bon ton?^

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