Prostata: screening del PSA

Prostata: screening del PSA

Il tumore alla prostata per incidenza è il primo tra i tumori maschili, ma grazie alle adeguate tecniche di screening e di prevenzione la sua incidenza sulla mortalità è ridotta del 20%

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    PSA

    Il carcinoma prostatico per incidenza è il primo dei tumori che colpiscono il maschio, non sempre è letale e grazie alla sua curabilità, possibile attraverso adeguate e puntuali forme di prevenzione, l’incidenza in fatto di mortalità è minore di quanto si potrebbe pensare, ma non sempre le cose vanno bene.

    Secondo quanto dichiarato da un urologo di eccellenza, il dott. Paolo Emiliozzi del San Giovanni di Roma è possibile ridurre ancora di molto la pericolosità di questo male usando tecniche di screening più avanzate. Si parla infatti della PSA, la biopsia prostatica, che consente di individuare il carcinoma prostatico alla sua formazione, una tecnica di contrasto idonea nei pazienti che presentano le prime lesioni pre-cancerose.

    Il decorso della malattia è piuttosto lento sia nella forma letale che nella forma metastatica, lo screening con PSA viene effettuato attraverso l’analisi dell’epitelio ghiandolare prostatico dell’uomo, al compimento del sessantesimo anno di età: la tecnica è riconosciuta universalmente e consente di stabilire una relazionalità tra i valori della persona in analisi e le probabilità di sviluppare un cancro alla prostata o la presenza di cellule precancerose, si tratta dell’analisi di un parametro compreso tra i 0.0 ng/ml a 4.0 ng/ml.

    Il valore di PSA può essere desunto con semplici prelievi del sangue, che permettono di valutare il livello dell’antigene prostatico, una proteina secreta dalla prostata, che nel sangue viene rilevata nei parametri sopra esposti nel caso di un soggetto sano.

    L’intervento veloce consente inoltre di intervenire con successo attraverso la cura chirurgica, per l’asportazione delle cellule maligne e permette al malato di tornare in breve tempo alla vita normale, riprendendo non solo le naturali funzioni prostatiche, ma anche potendo ricominciare a vivere la vita sessuale.

    Fonte: AGI
    Le immagini sono tratte dal sito internet di AIRC

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