Prostata e prostatite

Prostata e prostatite

Quando parliamo di prostatite ci riferiamo a processi flogistici che coinvolgono la prostata, la ghiandola maschile che serve a produrre lo sperma; l'infiammazione che ne consegue va curata con antibiotici specifici

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    Apparato uropoietico con prostata

    Quando parliamo di prostatite ci riferiamo a processi flogistici che coinvolgono la prostata, che ricordiamo essere una ghiandola che fa parte dell’apparato genitale maschile dei mammiferi. La sua funzione principale è quella di produrre ed emettere il liquido seminale, uno dei costituenti dello sperma, che contiene gli elementi necessari a nutrire e veicolare gli spermatozoi; nella prostatite ad essere interessata può essere l’intera ghiandola o parte di essa; nel classificare il tipo di prostatite si tende a catalogarne le diverse forme in almeno cinque aspetti.

    Le diverse forme di prostatite
    Prostatiti acute batteriche
    Prostatiti acute non batteriche
    Prostatiti croniche
    Prostatiti anabatteriche
    Prostatodimia

    Le Prostatiti acute batteriche

    In questa sede tratteremo quelle forme di prostatiti acute batteriche e non, che poi sono le più frequenti. A determinare le infezioni batteriche della prostata sono generalmente agenti patogeni del tipo dell’Enterobatteriacee che hanno accesso per lo più per via urinaria dove a loro volta determinano infezioni. A queste, in forma autonoma o sovrapponendosi, possono aggiungersi anche famiglie di Enterococco che solitamente aggravano il quadro clinico. La via di accesso che determina queste flogosi della ghiandola possono anche essere localizzate a livello della vescica o gli agenti possono anche scegliersi come via d’ingresso la via ematica o linfatica.

    I sintomi della prostatite acuta batterica

    Uno dei sintomi chiave che indicano una prostatite è dato dalla necessità da parte del paziente di emettere con elevata frequenza piccoli quantitativi di urina altrimenti impossibile da trattenere e se consideriamo che ciò può accadere sia di giorno che di notte a riposo, si capisce bene quanto serio sia anche solo questo sintomo per il paziente.
    A tali sindromi si associa, talora, quello che in termine medico si definisce come stranguria, in questo caso il paziente emette urina lentamente e, soprattutto dolorosamente. Il tutto può associarsi a senso di peso sovrapubico e fastidio intenso in generale nella zona perianale.

    Nei casi di prostatite acuta batterica non è raro riscontrare febbre in chi soffre della patologia associata o meno a dolori articolari diffusi, così come non è per nulla infrequente che il paziente accusi dolori durante un rapporto sessuale al momento della eiaculazione a volte seguita da emissione di sangue frammisto allo sperma.

    Diagnosi di prostatite acuta batterica

    Il paziente nel riferire i sintomi suesposti al proprio medico di famiglia, in prima battuta, generalmente riesce a mettere nella condizione il curante a formulare una diagnosi per lo più esatta al punto da consigliare al suo assistito una lista di esami ematochimici, seguiti da manovre quali l’esplorazione rettale effettuata in ambiente specialistico, continuando con l’esame del liquido seminale e delle urine, quest’ultimo è un importante indizio clinico soprattutto se l’esame viene eseguito sulle prime urine emesse nella giornata perché ci palesa il tipo di batteri coinvolti nell’infezione così come, potrebbe essere utile anche un’ecografia che ci dia l’esatta morfologia e grandezza della prostata atteso che nei casi di prostatite la ghiandola appare ispessita e di maggior volume a causa dell’ascesso che la riguarda.


    La terapia

    La terapia antibiotica è quella che più di altre si addice ai casi di prostatite acuta batterica e di certo non mancano i diversi chemioterapici adatti a fronteggiare la malattia. Sarà comunque il riscontro con l’esito degli esami eseguiti a facilitare e meglio indirizzare la diagnosi e contestuale terapia praticata dal medico al fine di risolvere l’infezione nel più breve periodo possibile.

    Prostatiti acute non batteriche

    Quando non si riesca ad isolare sufficientemente l’agente patogeno che si presuma coinvolto nell’infezione si parla di prostatiti acute non batteriche. In effetti l’infezione se acuta è sempre opera di agenti esterni patogeni, tuttavia il loro isolamento è reso più difficile per via della famiglia di loro appartenenza, cogpresa quelle forme di prostatite acuta in cui coinvolte siano agenti di natura virale; per non contare il fatto che per alcuni autori nell’insorgenza di tali infezioni potrebbe ricercarsi addirittura una causa anche allergica o autoimmune.

    Ciò non toglie che la diagnosi viene eseguita allo stesso modo con cui la si esegua per la prostatite acuta batterica semmai arricchita da più specifiche analisi di pertinenza dell’urologo chiamato in causa dal paziente.

    La terapia della prostatite non batterica

    In queste forme di prostatite la terapia risulta più difficoltosa con successi terapeutici più scarsi e con la possibilità che da una forma acuta si passi ad una cronica. Tuttavia un primo approccio terapeutico potrebbe essere eseguito con un antibiotico ad ampio spettro eventualmente associato ad ansiolitici del tipo rappresentato dalle benzodiazepine, ciò per via di una duplice funzione; in primis, tranquillizzare il paziente per via dello stress causato dai sintomi più penosi della patologia e poi per sfruttare l’effetto miorilassante offerto da tali farmaci. Eventualmente a discrezione del medico curante è possibile anche aggiungere eventualmente farmaci antinfiammatori ( FANS ) che sedano l’eventuale dolore accusato dal paziente cui aggiungere, nel caso, miorilassanti specifici del detrusore, ossia il muscolo della vescica.

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