Prolasso genitale: esposte le donne in menopausa

Ma cos’è il prolasso genitale; parliamo di una discesa patologica degli organi sessuali femminili e dunque, utero, in primis, seguito da pareti vaginali, quando anche il retto e la vescica seguono lo stesso iter, l’impegno diventa più presente al punto che in questo caso assistere persino ad una fuoriuscita della vagina dalla sua sede non è del tutto infrequente

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    Non sono poche le donne che soffrono di quello che si indica come prolasso genitale, non sono per nulla in numero risicato queste pazienti, tant’è che nel cinquanta per cento dei casi di donne in menopausa il sintomo è quanto mai presente.

    Tuttavia se, nonostante tutto, il disturbo sembra meno presente di quello che di fatto è, lo si deve al fatto che sono almeno 20 le donne su quel cinquanta per cento di sofferenti che hanno davvero disturbi tali da ricorrere alle terapie mediche.

    Ma cos’è il prolasso genitale; parliamo di una discesa patologica degli organi sessuali femminili e dunque, utero, in primis, seguito da pareti vaginali, quando anche il retto e la vescica seguono lo stesso iter, l’impegno diventa più presente al punto che in questo caso assistere persino ad una fuoriuscita della vagina dalla sua sede non è del tutto infrequente.

    Ma perché si incorre nel prolasso genitale? Diversi sono i fattori, una predisposizione familiare è la prima cosa cui dover far riferimento, ma lo sono ancora di più i parti tutte condizioni capaci di dare origine al fenomeno; che sia così importante tale causa lo dimostra il fatto che donne che non hanno mai avuto figli difficilmente vanno incontro al problema. In menopausa si giunge al culmine dei disturbi e non è difficile immaginare il motivo, si pensi alla diminuita produzione di ormoni che fanno perdere tonicità proprio a quei muscoli che tengono in sede gli organi riproduttori.

    Poi vi sono i fattori indiretti; parliamo di patologie acquisite o condizioni patologiche importanti come la stitichezza cronica, un lavoro protratto negli anni particolarmente pesante, sono tutte cause o meglio concause che determinano la condizione.

    In ambito ai sintomi, il primo più eclatante è la sensazione, spiacevolissima, che ha la donna nel sentire i propri visceri abbassarsi, sia a riposo che in movimento, cui si aggiunge il dolore che si acuisce durante i rapporti sessuali. Inoltre, visto che coinvolti possono essere altri organi non compresi fra quelli genitali, nella paziente affetta dal problema si può anche avere difficoltà e dolore durante la minzione con perdita involontaria di urina e contestuale a volte difficoltà alla defecazione, soprattutto in quelle donne già affette da stipsi cronica.

    Ovvio che il trattamento di un prolasso genitale debba essere rivolto verso la chirurgia, che prevede l’isterectomia ed il collegamento dei tessuti in modo da creare una sorta di barriera rinforzata per evitare il ripetersi del fenomeno patologico; stiamo parlando insomma della cosiddetta plastica vaginale. Nei casi più lievi il medico può intervenire tentando una prima terapia farmacologica a base di ormoni che in qualche modo intervengono sull’elasticità dei legamenti e con la cosiddetta riabilitazione perineale. Ma non si può nascondere un certo scetticismo di fronte a soluzioni che di definitivo hanno ben poco, per cui non è per nulla strano che il medico ritenga, esperiti ogni altro tentativo, di consigliare il ricorso al lettino operatorio.