Prodotti da forno senza lievito: quali sono e dove acquistarli

Prodotti da forno senza lievito: quali sono e dove acquistarli
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    prodotti da forno senza lievito quali sono dove acquistarli

    Prodotti da forno senza lievito: quali sono? Dove acquistarli? Se dopo aver consumato qualche fetta di pane o una pizza avvertiamo una sensazione di gonfiore alla pancia, forse faremmo meglio a seguire un regime alimentare più controllato, tenendo conto di quegli alimenti che potrebbero darci fastidio. Il responsabile potrebbe essere proprio il lievito; i prodotti da forno tradizionali non sono adatti a chi soffre di questi disturbi. Per questo motivo sarebbe importante seguire una dieta che non preveda il consumo di alimenti con lieviti, con l’obiettivo di rafforzare la flora batterica intestinale. I problemi di digestione possono essere combattuti con un’alimentazione adeguata.

    Gli agenti per la lievitazione sono costituiti da piccoli funghi che vengono usati in modo particolare per i prodotti da forno, per la produzione delle birre e dei vini. L’obiettivo consiste nell’uso di sostanze che possano rendere l’impasto dei prodotti da forno più morbido e gonfio. I lieviti, però, possono provocare degli effetti indesiderati in alcuni individui, come il gonfiore allo stomaco. Esiste una vera e propria intolleranza ai lieviti e alcuni soggetti possono essere anche allergici.

    Esistono tre tipi di lieviti. C’è il lievito di birra, che deriva da un fungo che viene fatto sviluppare su un substrato di malto. Esistono altri agenti lievitanti, come il bicarbonato o il cremor tartaro, che a contatto con l’acqua e il calore sviluppano dei gas. C’è anche il lievito madre, un impasto di farina e acqua che viene sottoposto ad un processo di fermentazione. Questo lievito può essere mantenuto per lunghi periodi di tempo e può essere utilizzato molte volte grazie alle procedure di rinfresco. Il lievito madre, più digeribile rispetto a quello di birra, è da sempre sinonimo di leggerezza.

    Molte persone soffrono di un’intolleranza al lievito, che è un disturbo completamente diverso dall’allergia. Quest’ultima, infatti, coinvolge il sistema immunitario. I sintomi dell’intolleranza non sono uguali in tutti i casi, ma a volte possono consistere in mal di testa causato dalle sostanze contenute nel lievito, mancanza di forza, riniti, asma, eruzioni cutanee ed orticarie, meteorismo e diarrea.

    Le manifestazioni sintomatologiche sono molto numerose, quindi non è semplice effettuare una diagnosi veloce, anche se esiste un test, il DRIA, che è molto semplice e si serve di un’apparecchiatura specifica, ma non è universalmente riconosciuto. L’analisi parte dal riflesso generato dal contatto con una sostanza che può essere definita nociva. In questo modo viene misurata la caduta della forza muscolare. Il paziente è seduto e riporta una cinghia fissata alla caviglia. L’esperto misura, mediante un dinamometro, la trazione esercitata dal soggetto sulla cinghia. Durante l’esecuzione del test, vengono somministrate a contatto con la lingua o con la mucosa nasale delle diluizioni dei cibi ritenuti sospetti.

    Accade che, in caso di intolleranza, si riporta un calo della forza muscolare. Esistono altri test, come il Vega (che prevede l’utilizzo di un cavo elettrico), il citotossico (è necessario un prelievo di sangue) o l’analisi del capello, ma non vengono considerati di comprovata evidenza scientifica.

    Nel caso di una presunta intolleranza ai lieviti, il paziente dovrebbe essere educato ad uno stile di vita sano, che preveda il rispetto di alcune regole generali utili in tema di alimentazione. Non si dovrebbe abolire da un momento all’altro l’assunzione di alcuni alimenti, ma il medico dovrebbe dare al soggetto tutte le informazioni utili per tenere sotto controllo i sintomi e per valutare se, con un cambiamento della dieta, ci siano dei miglioramenti.

    Si potrebbe limitare per qualche giorno il consumo di latte e latticini, di prodotti lievitati da forno (come pane, grissini, biscotti e fette biscottate), di bevande gassate e fermentate (come birra, vino e alcolici). I cibi, prima della deglutizione, dovrebbero essere masticati a lungo. Inoltre sono da preferire metodi di cottura semplici, come quello al vapore, rispetto a quelli più complicati, come la frittura. Durante la giornata si dovrebbero effettuare dei pasti piccoli e frequenti, piuttosto che concentrare l’assunzione di cibo a pranzo e a cena. Le persone che svolgono una vita sedentaria dovrebbero aumentare l’attività fisica.

    La flora batterica intestinale varia da persona a persona ed è influenzata dalla dieta. E’ proprio l’alimentazione, infatti, che favorisce lo sviluppo di alcune specie microbiche rispetto alle altre. Risulta importante anche la funzionalità dell’apparato digerente, in grado di determinare la quantità di nutrienti mal digeriti che arrivano nel colon. Un altro ruolo fondamentale è svolto dall’assunzione di alcuni farmaci. Antibiotici, corticosteroidi e terapie ormonali possono interferire con la flora intestinale, dando vita a quadri di disfunzionalità, caratterizzati dall’aumento della componente fungina, in particolare del lievito Candida albicans, uno dei componenti essenziali della flora intestinale dell’uomo.

    Esistono numerosi prodotti da forno senza lievito, che possono essere utili per chi soffre di intolleranze o di allergie. Nei negozi che si occupano della vendita di prodotti biologici e naturali oppure in alcuni supermercati della grande distribuzione è possibile trovare tantissimi prodotti da forno adatti a chi non vuole rinunciare al gusto. Ci sono sfogliatine di farro, biscotti, merendine biologiche a base di mela, sfoglie di kamut, snack di mais, gallette di riso o di mais, cracker senza lievito, fette biscottate di kamut o grissini senza lievito. Questi prodotti costituiscono in particolare delle valide alternative al pane.

    Il pane azzimo è un tipo di pane realizzato completamente senza lievito. Si può preparare anche in casa con una semplice ricetta, che prevede l’utilizzo di 500 grammi di farina, 250 grammi di acqua tiepida, olio d’oliva e sale. Bisogna impastare la farina e l’acqua tiepida e ottenere un panetto liscio e omogeneo, che deve essere fatto riposare per circa un’ora coperto con un canovaccio. L’impasto va diviso in palline, ognuna di questa va stesa con il matterello. Dobbiamo spennellare l’impasto con l’olio, aggiungere un po’ di sale e infornare su una teglia ricoperta da carta da forno a 200 gradi per circa un quarto d’ora.

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