Procreazione assistita: l’opinione delle Associazioni dei Consumatori

Procreazione assistita: l’opinione delle Associazioni dei Consumatori

L’ordinanza di oggi è stata emessa a seguito del ricorso presentato da Cittadinanzattiva, Hera onlus e Sos Infertilità a sostegno di due coppie affette da talassemia e da drepanocitosi, due gravi malattie genetiche

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    Procreazione assistita

    Procreazione assistita sempre fra gli ordini del giorno nelle problematiche annesse alla fecondazione assistita, soprattutto oggi, dopo la bocciatura delle Legge 40; si fa riferimento all’ordinanza n. 97 che ha di fatto confermato l’illegittimità dell’obbligo di creazione di massimo tre embrioni, dell’impianto unico di più embrioni, e la legittimità della crioconservazione legata a motivi di salute della donna, ossia del congelamento degli embrioni per successivo impianto, già sanciti dalla sentenza 151/2009.

    L’ordinanza di oggi è stata emessa a seguito del ricorso presentato da Cittadinanzattiva, Hera onlus e Sos Infertilità a sostegno di due coppie affette da talassemia e da drepanocitosi, due gravi malattie genetiche.

    Si parte con l’esigenza, soprattutto sollevata dalle Associazioni dei Consumatori, Cittadinanzattiva in testa, di una diagnosi di reimpianto che non può distaccarsi anche dal principio della crioconservazione; due elementi questi che spingono molte coppie a trovare risposta alle proprie esigenze recandosi all’estero, dove non vi siano limiti di Legge come accade in Italia.

    Occorre infatti ricordare che è proprio a causa delle Legge 40/2004 che in Italia è impedita la fecondazione eterologa adducendo motivazioni bioetiche, al punto che nel 2005 si giunse ad un referendum che avrebbe dovuto risolvere i limiti di questa Legge, ma vista l’affluenza alle urne, poco sotto il 26%, non si giunse a nulla.

    Oggi assistiamo al fenomeno del turismo riproduttivo, che consiste da parte di molte donne di recarsi in Paesi esteri, una per tutte la Spagna dove è possibile la fecondazione assistita per le donne single e l’anonimato dei donatori in fatto di ovodonazione.

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