Procreazione assistita: in Italia troppi parti gemellari e trigemellari

Insomma l’auspicio è quello di assistere ad una situazione condivisa in tutta Europa cercando di importare quelle tecniche che in altre zone fuori dai nostri confini nazionali non comportano gli stessi eventi che invece sono palesi nin Italia, ovvero, alto numero di parti gemellari e trigemellari

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    parto gemellare

    Conosciamo già l’eventualità di parti gemellari più alti nelle coppie che si sottopongono alla fecondazione assistita, ma potrà essere utile sapere che secondo i dati scientifici tale percentuale è anche possibile misurarla col rigore che la scienza richiede, ovvero, per quanto riguarda le coppie italiane che ricorrono a tale tipo di procreazione, la possibilità di un parto gemellare è di un caso su quattro nell’ipotesi che si abbiano due gemelli, così come nel 5% dei casi si assiste ad un parto trigemellare, fatto quest’ultimo non del tutto auspicabile, ben sapendo i maggiori rischi che la madre corre in questi casi, ma che non esclude neanche eventuali rischi i bambini.

    Stranamente però notiamo che tale percentuale è tanto più alta in Italia che nel resto d’Europa, dove la percentuale di parti gemellari, sia pure non precisamente quantificata, è del tutto minore, per non contare la possibilità di parti trigemellari, del tutto assenti negli altri Paesi del Vecchio Continente. Ma c’è di più, i parti multipli aumentano nelle donne più giovani con un’età al di sotto dei 37 anni e contestualmente aumentano i cicli necessari per giungere ad una gravidanza, per quelle donne che hanno un’età superiore ai 38 anni; lo dice Pasquale Patrizio, direttore del Centro della Fertilità dell’Università di Yale (USA che sottolinea anche “l’anomalia che ci vede da soli fra tutti i Paesi occidentali e che costringe le donne ad un vero e proprio esilio riproduttivo”. Ne consegue dunque che diventa importante la ricerca di nuove linee del tutto particolari, come è emerso dal XIII Congresso mondiale della International Academy of Human Reproduction, tenutosi a Venezia, i maggiori esperti italiani e internazionali si sono confrontati sui temi più attuali legati a fertilità e riproduzione.

    Insomma l’auspicio è quello di assistere ad una situazione condivisa in tutta Europa cercando di importare quelle tecniche che in altre zone fuori dai nostri confini nazionali non comportano gli stessi eventi che invece sono palesi nin Italia, ovvero, alto numero di parti gemellari e trigemellari. “All’estero si utilizzano tecniche di selezione degli embrioni estremamente avanzate – ha detto Genazzani medico ginecologo- tanto che le percentuali di successo, anche con l’impianto di uno solo, raggiungono il 50%. In Italia invece è vietato il congelamento degli embrioni”.