Primi sintomi della celiachia nei bambini: esami, diagnosi e cosa mangiare

La celiachia nei bambini è una malattia autoimmune, caratterizzata dall’intolleranza al glutine, proteina contenuta in alcuni cereali. Tra i primi sintomi che si manifestano, ci sono l’anemia, disturbi gastrointestinali e la crescita rallentata. Quali sono gli esami da fare? Come si giunge alla sua diagnosi e cosa mangiare? Scopriamo di più in merito.

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    Mamma bambino celiachia

    Quali sono i primi sintomi della celiachia nei bambini? Quali sono gli esami? Come si giunge alla diagnosi? Cosa mangiare? L’anemia, la crescita rallentata e alcuni disturbi gastrointestinali possono rappresentare un campanello di allarme nei bambini, che potrebbero soffrire di una malattia autoimmune conosciuta come “celiachia”: tale patologia è caratterizzata dall’intolleranza al glutine, proteina contenuta in alcuni cereali e alimenti ritenuta un pericolo per l’organismo dal sistema immunitario che produce determinati anticorpi per difendersi e che, in realtà, rappresentano la causa della sintomatologia della celiachia. Ma come si manifesta la celiachia nei bambini, con esattezza? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è

    La celiachia nei bambini è una malattia autoimmune che può causare crescita stentata, disturbi gastrointestinali, deficit nutrizionali, anemia e un’ampia sintomatologia, che può rappresentare un campanello d’allarme per i genitori.

    La celiachia è una malattia caratterizzata da intolleranza al glutine, proteina contenuta in alcuni cereali – grano, orzo, segale, farro, kamut e frumento, ad esempio – e nei loro derivati: farine, prodotti da forno, pasta, pane, marmellate, salse e simili.

    La celiachia nei bambini non è sempre di facile diagnosi e ciò espone i più piccoli a malesseri di vario genere, ma anche al rischio evidente di carenze nutrizionali che possono, di fatto, comprometterne la crescita sana.

    È, dunque, evidente l’importanza di una diagnosi precoce e attenta, fin dai primi anni di vita del piccolo e ciò deve iniziare da una maggiore attenzione da parte dei genitori, che dovranno avvisare il pediatra di eventuali sintomi sospetti.

    I sintomi

    Come si manifesta la celiachia nei bambini? I sintomi sono simili a quelli degli adulti, con qualche aggiunta in più relativa alla crescita dei piccoli. La sintomatologia può, dunque, includere:

    • Gonfiore addominale;
    • Crescita rallentata;
    • Bassa statura;
    • Ritardo dello sviluppo puberale;
    • Stomatite aftosa ricorrente;
    • Diarrea;
    • Crampi addominali;
    • Vomito frequente;
    • Malessere;
    • Ridotta massa muscolare;
    • Inappetenza;
    • Flatulenza;
    • Perdita di peso, a causa del malassorbimento delle sostanze nutritive;
    • Affaticamento;
    • Anemia;
    • Carenze vitaminiche;
    • Mal di testa;
    • Irritabilità;
    • Difficoltà di apprendimento;
    • Apatia;
    • Nervosismo.

    La sintomatologia – come si può vedere – è, soprattutto, di origine gastrointestinale, ma può differire in relazione all’età di insorgenza della malattia, che può presentarsi nel periodo dello svezzamento, tra i 6 e i 24 mesi o verso i 5-7 anni. Raramente, la celiachia nei bambini è asintomatica.

    Tali manifestazioni devono insospettire, soprattutto, quando sorgono in un bambino sano e in assenza di fattori che possano determinare disturbi gastrointestinali; oppure, quando i sintomi tendono a persistere oltre 1-2 settimane senza segni di miglioramento.

    La carenza vitaminica – ad esempio, di vitamina D e di calcio – va, tempestivamente, contrastata perché, in età adulta, può rappresentare un fattore di rischio per l’insorgere di osteoporosi e osteopenia: si tratta di vitamine e sali minerali, la cui assenza interferisce con il metabolismo delle ossa.

    Le cause

    Le cause della celiachia non sono note, ma sembra che siano coinvolti dei fattori genetici e dei fattori ambientali: se in famiglia sono presenti soggetti celiaci, è altamente probabile che la malattia possa manifestarsi.

    Ciò che si sa è che, nei soggetti celiaci, in presenza di glutine, il sistema immunitario forma degli anticorpi per reagire a tale sostanza e proteggere l’organismo, come se il glutine potesse provocare dei danni: sono tali anticorpi che attaccano l’intestino, impedendo l’assorbimento delle sostanze nutritive e provocando infiammazione. È, dunque, questo meccanismo autoimmunitario la causa: meccanismo basato sulla produzione di anticorpi anti-endomisio, anti-transglutaminasi e anti-gliandina deaminata, che vanno da attaccare i tratti iniziali dell’intestino tenue, ovvero ileo e duodeno.

    In una persona sana, l’epitelio di questa parte di intestino ha una superficie altamente ripiegata (villi intestinali), con lo scopo di aumentare il passaggio di proteine, sali minerali, vitamine, grassi e zuccheri dal canale alimentare al sangue; mentre, in chi soffre di celiachia, avviene un appiattimento dei villi, il che compromette l’assorbimento dei nutrienti.

    La diagnosi e gli esami

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, è consigliabile contattare il pediatra che – grazie ad alcuni esami e analisi – stabilirà la diagnosi e, dunque, l’eventuale cura adatta.

    Oltre allo studio dei sintomi e alla visita medica, sarà necessario effettuare alcuni test diagnostici al fine di valutare, correttamente e con certezza, la condizione del piccolo paziente: i valori delle analisi possono essere di aiuto nella diagnosi di celiachia nei bambini.

    Prima di effettuare qualunque esame, il glutine non va eliminato dalla dieta e i motivi sono due: sarebbe una scelta inappropriata in assenza di una diagnosi certa di celiachia e, in secondo luogo, ciò impedirebbe una corretta valutazione attraverso i test specifici.

    Gli esami del sangue

    Per confermare la diagnosi di celiachia, è possibile effettuare degli esami del sangue per ricercare la presenza di anticorpi anti-endomisio, anti-transglutaminasi e anti-gliandina deaminata e capire se il bambino presenta una sorta di reattività immunitaria al glutine. Tali esami dovranno risultare positivi per far pensare alla presenza di celiachia.

    L’endoscopia gastroduodenale

    L’endoscopia gastroduodenale con biopsia è utile per osservare, direttamente, lo stato della mucosa e dei villi intestinali, da cui dipende l’assorbimento delle sostanze nutritive.

    L’endoscopia per la diagnosi della celiachia nei bambini verrà eseguita come una classica gastroscopia: la differenza sta nel sondino spinto fino all’inizio dell’intestino tenue, il quale presenta un dispositivo che può raccogliere frammenti di epitelio intestinale per l’analisi istologica. Prima di eseguire tale esame, viene somministrata una leggera sedazione, che può aiutare a tollerare al meglio l’ingresso del sondino.

    Il test genetico

    Infine, può essere effettuato un test genetico, così da valutare il genotipo relativo al sistema di istocompatibilità HLA (Human Leukocyte Antigen) che, in presenza di celiachia, è caratterizzato da una variante genetica: HLA DQ2 e/o DQ8.

    Cosa mangiare

    Non esistono cure vere e proprie contro la celiachia e non è possibile guarire, ma l’alimentazione e una dieta senza glutine rappresentano una soluzione per alleviare i sintomi della celiachia nei bambini: una volta confermata la presenza della malattia, infatti, è indispensabile eliminare il glutine dalla dieta.

    Oggi, non è difficile seguire una dieta completa dal punto di vista nutrizionale: esistono, infatti, molti alimenti privi di questa sostanza e, in commercio, si trovano numerosi prodotti senza glutine, senza contare che molti ristoranti, bar e simili prevedono piatti senza glutine nel proprio menù.

    Il glutine rappresenta un’importante fonte proteica per l’organismo, per cui la sua eliminazione andrà compensata con un apporto di proteine con valore nutrizionale che sia paragonabile: per tale ragione, è fortemente consigliato un piano alimentare da stilare con il proprio pediatra o nutrizionista, in base alle esigenze del bambino.

    Ma, in linea generale, cosa mangiare? In vendita, si trovano molti prodotti senza glutine, come pane, pasta, farine e biscotti senza glutine. È possibile, ad ogni modo, consumare anche grano saraceno, riso, mais, amaranto, quinoa, miglio, verdura, frutta, legumi, pesce, carne, latticini, uova e, per l’appunto, i prodotti senza glutine, come pasta, pane o biscotti realizzati con delle farine senza glutine.

    Da non mangiare assolutamente, invece, alimenti come la segale, l’orzo, l’avena, il frumento, il malto, il farro, semolini, il grano kamut e tutti quei prodotti creati con farine o cereali contenenti glutine, oltre ai derivati di questi alimenti.

    Infine, quando si procede all’acquisto di un prodotto confezionato, è consigliabile leggere l’etichetta attentamente.