Prevenzione: Italiani salutisti solo a parole

Prevenzione: Italiani salutisti solo a parole

Nove Italiani su 10 hannop paura di sviluppare una malattia cronica, eppure nella maggior parte dei casi non attuano uno stile di vita preventivo: insomma salutisti sì, ma solo a parole

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    “Quando si ha la salute si ha tutto”: questo vecchio adagio è sempre attuale, perché gli Italiani hanno più paura di ammalarsi che della crisi e della disoccupazione. Nove Italiani su 10 temono, infatti, di sviluppare una malattia cronica e più della metà si dice in generale preoccupato della propria salute, almeno secondo uno studio internazionale della London School of Economics, il Bupa Health Pulse 2010. Ma non facciamo nulla per prevenire queste malattie.

    Basterebbe un solo esempio: il 54% degli Italiani ammette di fare sport solo per un’ora (o anche meno) a settimana (anche se, nell’ultimo anno, quasi un Italiano su tre sostiene di aver iniziato a fare più movimento).

    Eppure “sappiamo dalla ricerca che l’attività fisica è uno dei cambiamenti dello stile di vita più efficaci per ridurre il rischio di sviluppare condizioni patologiche a lungo termine. Quasi un terzo delle malattie cardiovascolari (30%) e più di un quarto dei casi di diabete (27%) potrebbero essere evitati se tutti cominciassero a fare attività fisica” sottolinea il dottor Julien Forder, ricercatore superiore della London School of Economics.

    Ma non è tutto: il 71% degli Italiani beve alcolici e il 30% fuma, tutti noti fattori di rischio per numerose malattie, molte delle quali in testa alle paure della gente. Nella “classifica” delle malattie più temute, infatti, spicca il cancro (37%), seguito da demenza (12%), obesità (10%), cecità (9%), asma (8%) a parimerito con le malattie cardiache (8%), bronchite (7%) e diabete (5%). Dati che già la dicono lunga perché le malattie cardiovascolari sono relativamente poco temute pur restando tra le principali cause di morte.

    Che cosa impedisce di attuare una sana prevenzione? Secondo la ricerca gli italiani ammettono che il maggior impedimento a scegliere stili di vita più sani è la mancanza di tempo (30%) mentre per il 17% è la mancanza di motivazione.

    Evidentemente, quindi, la paura non è poi così forte.

    Ed effettivamente, nonostante i timori sulla salute, gli abitanti dello Stivale risultano ottimisti: ben 8 connazionali su 10 si considerano in buona salute e il 20% è convinto che morirà di vecchiaia piuttosto che per una specifica malattia cronica. Non solo: oltre un quarto valuta l’Italia come il Paese con la popolazione più sana, a differenza, per esempio, degli Stati Uniti, giudicati poco salutisti.

    In sostanza dunque, la paura c’è, ma persiste la convinzione che non si sarà toccati da questo genere di problemi. Fiducia, ottimismo, speranza vanno bene, ma per la salute non può bastare “tenere le dita incrociate”: è importante avviare uno stile di vita salutista, non solo a parole. E voi come vi comportate?

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