Prevenzione Alzheimer, allenando la mente fin da giovani

Prevenzione Alzheimer, allenando la mente fin da giovani

Allenare la mente, mantenere il cervello attivo e reattivo è la strategia vincente per prevenire la comparsa dell’Alzheimer

da in Demenza senile, Intelligenza, Malattie, Prevenzione
Ultimo aggiornamento:

    allenare la mente contro l'alzheimer

    Allenare costantemente il cervello, sollecitare spesso la mente con attività come la lettura, la scrittura, gli indovinelli matematici o logici può essere la strategia vincente per battere la malattia degenerativa più pericolosa per le funzioni cognitive, l’Alzheimer, davvero sul tempo, prevenendone la comparsa. Ecco quanto è emerso nel corso di una sperimentazione, condotta da un team di ricercatori a stelle e strisce, dell’University of California, di Berkeley, pubblicata sugli Archives of Neurology.

    Tenere in costante allenamento la mente, sfidando il proprio cervello a superare limiti e preconcetti, sfruttare tutta la capacità di ragionamento disponibile, secondo gli esperti d’oltreoceano, è la chiave per prevenire lo sviluppo dei pericolosi depositi proteici nel cervello collegati all’Alzheimer. Coloro che, fin dall’infanzia, si dilettano tra libri e giochi “intelligenti” hanno meno probabilità di sviluppare le placche amiloidi.

    “Non stiamo parlando della risposta del cervello all’amiloide ma dell’accumulo di amiloide.

    E’ una scoperta nuova di zecca, che presto potrebbe offrire un modo per prevenire l’Alzheimer, una malattia che colpisce 36 milioni di persone in tutto il mondo. Numero che con l’invecchiamento della popolazione aumenterà a 66 milioni entro il 2030, e a 115 milioni nel 2050″ ha osservato uno degli autori della ricerca.

    Per giungere a questo risultato, gli studiosi hanno sfruttato un particolare strumento, dotato di un meccanismo di brain-imaging, che funziona con la tomografia a emissione di positroni (PET scanner), in grado di individuare ed evidenziare i depositi di beta amiloide, la proteina considerata, nella maggior parte dei casi, il fattore di accesso al morbo di Alzheimer.

    328

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Demenza senileIntelligenzaMalattiePrevenzione
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI