Pressione arteriosa: misuratela così

Pressione arteriosa: misuratela così

Non è difficile misurare la pressione arteriosa, anzi, occorre conoscere bene la metodica sopratutto quando non si dispone degli apparecchi elettronici e con quelli tradizionali occorre soltanto sapere dove andare a mettere le

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    Posizione per misurazione pressione arteriosa

    Senza volerci addentrare su un argomento delicato come quello rappresentato dalla pressione arteriosa e dalle patologie ad essa correlata, ricordando che la pressione alta, ipertensione arteriosa, soprattutto se tale condizione si presenta per lungo tempo o in maniera cronica è indubbiamente più pericolosa di quanto avvenga con la pressione bassa, ipotensione arteriosa, purchè nei limiti che non sfocino in un collasso, ci interessa sapere in maniera pratica e, possibilmente esauriente, come ognuno di noi può misurare la pressione arteriosa ad un’altro individuo, atteso che per misurarla a noi stessi occorre una particolare esperienza e tecnica che non val la pena neanche citare.

    Qualche utile premessa

    Prima di passare alla fase pratica della misurazione arteriosa occorre ricordare che oggi esistono in commercio particolari apparecchi elettronici in grado di calcolare in maniera semplice, rapida ed esaustiva, la pressione arteriosa, ma la possibilità di dover ricorrere ai tradizionali strumenti, fonendoscopio e sfigmomanometro, sono meno rari di ciò che si pensi, visto che non sempre i nuovi accorgimenti sono esenti da qualche problema insorto, batterie scariche, staratura e così via; laddove vi sia l’esigenza di dover ricorrere con una certa frequenza alla misurazione della pressione occorrerà possedere un tradizionale strumento purchè di marca buona e ben tarato. Evitate strumenti comprati nei mercatini rionali e privi di garanzia di qualità, la misurazione arteriosa è un fatto importante che non ammette sconti.

    Procedura pratica di misurazione

    Così come fatto a suo tempo riguardo alla tecnica per effettuare le iniezioni intramuscolari, vediamo di fare piena luce su di un metodo, quello atto alla misurazione della pressione, meno difficile di quanto si creda ma che richiede un minimo di accorgimenti e cura da parte dell’operatore.

    No ad atteggiamenti austeri

    Innanzitutto di fronte alla persona che deve effettuare la manovra evitate atteggiamenti cattedratici con raccomandazioni insulse come quello di invitare il “paziente” a rilassarsi e via di seguito; se solo, solo, la persona che farà da cavia è ipersensibile rischierete di fargli alzare la pressione senza motivo; così come, guardando il quadrante, evitate pure di sbuffare o corrucciare le ciglia impressionati dai valori che leggerete, anche questo trasmette ansia e paura in chi vi “ presta “ il proprio braccio. Non servono neanche particolari raccomandazioni, misurazioni lontane dall’ultima sigaretta aspirata, dall’ultimo caffè e altre cose del genere; la pressione dovrà valere quale indizio da considerare nell’arco della giornata tradizionale di una persona che se fuma e beve caffè sarà utile anche sapere a quali rialzi pressori va incontro con queste abitudini; semmai annotate, atteso che in certi casi la pressione vada misurata più volte nella giornata, su di un foglio le rivelazioni fatte in momenti diversi del giorno, spetterà semmai al medico stabilire se sottoporre il paziente ad un esame più affidabile e completo, ad esempio l’holter pressorio, oppure indirizzarsi sulle terapie del caso. Ultima cosa da dire, il controllo della pressione arteriosa è un fatto utile, a volte indispensabile perché ci da un ottimo indizio sullo stato della nostra salute, ma non deve diventare un’ossessione da ripetersi ad ogni piè sospinto!

    La misurazione della pressione arteriosa

    Detto ciò, vediamo di procedere con ordine; per prima cosa, dipanate il bracciale e coprite con questo il braccio della persona che si sottopone alla misurazione. Il bracciale non va messo sull’avambraccio semmai sopra la piega del gomito e va agganciato in modo da non scivolare ancor prima di aver effettuato la misurazione.

    La ” Massima o sistolica “

    Successivamente, fase due, posizionate il fonendoscopio sotto il bracciale ed in corrispondenza della piega del gomito, ciò significa che l’operazione andrà effettuata ancor prima di insufflare aria, altrimenti è impossibile che il dischetto metallico riesca a posizionarsi al di sotto del braccialetto. Fatto ciò, con la mano che vi sarà rimasta libera, fase tre, raggiungete l’arteria radiale del polso e qui occorre fare una precisazione di ordine pratico. Il polso va apprezzato con l’indice e non con il pollice, il medio si posiziona accanto all’indice e preme l’arteria, può verificarsi il caso che apprezzerete il battito cardiaco con entrambe le dita e questo significa che l’operazione è corretta, se così non fosse i casi sono due, o siete fuori strada, ma potrebbe anche non essere colpa vostra quanto la conseguenza che la persona che state controllando ha naturalmente un percorso diverso dell’arteria, o non siete riusciti a localizzare l’arteria stessa e allora dovrete cercare la migliore posizione perché l’operazione abbia successo, oppure siete in presenza di una persona obesa al punto da avere un pannicolo adiposo tale da rendere l’operazione molto difficoltosa.

    L’unica ragione, che potrebbe rivelarsi anche molto grave e che giustifica il fatto di non riuscire ad apprezzare per nessuna ragione la frequenza cardiaca, è quella seconda la quale siete in presenza di un paziente in preda ad un vero e proprio collasso al punto da detenere un così flebile polso da non darvi più la possibilità di poterlo apprezzare; inutile dire che in questo caso dovrete desistere del tutto dall’operazione e rivolgervi al 118 o ad un medico, se nei paraggi.

    In condizioni normali invece, apprezzare il polso è una procedura semplice purchè effettuata con la metodica appena descritta. Appare ovvio, ma fino ad un certo punto, visto come molti effettuano la misurazione, che fra il bracciale ed il braccio non dovrà esserci nulla, ovvero il braccio dovrà essere nudo, qualsiasi cosa si frapponga ad esso vi costringerà ad insufflare più aria concretizzandosi in risultati sbagliati. Così come occorre dire che il fonendoscopio che avrete messo sotto il bracciale vi servirà solo nel caso in cui vogliate misurare la minima o se non sarete in grado di apprezzare l’arteria radiale del polso. Se vi interessa solo la massima o sistolica e saprete rilevare i battiti cardiaci dal polso, il fonendo potrebbe non servirvi, chi, invece, sostiene di aver rilevato la minima senza fonendoscopio vi sta dicendo un’inesattezza, senza fonendoscopio niente minima!

    Quando avrete agganciato il bracciale ed eventualmente assicurato il fonendoscopio sotto, con la mano, apprezzate il polso della persona e con l’altra cominciate con il manicotto ad insufflare aria, insufflate adagio senza fretta e man mano che immetterete aria controllate la lancetta del manometro che dovrà risalire gradatamente. Soprattutto per quelli che non hanno molta esperienza, effettuare l’operazione con calma vi consentirà di apprezzare gradatamente la sparizione dei battiti cardiaci sotto le dita in maniera progressiva e sentirete sempre meno anche i battiti al fonendoscopio; siete insomma vicini alla determinazione della pressione massima a questo punto, fase quattro, rallentate la velocità di infusione dell’aria in modo da poter stabilire esattamente il valore della pressione, se poi avrete acquisito un minimo di esperienza vi accorgerete che la stessa lancetta del manometro si muoverà all’unisono coi battiti cardiaci, ma queste sono sottigliezze. A questo punto vedrete che con un’altra insufflata non sentirete più il cuore, avrete di fatto immesso una pressione dall’esterno uguale e contraria a quella detenuta dal paziente e siete al valore massimo, il consiglio è quello di dare un’ulteriore pompata al manicotto il modo da superare di una decina di mm hg la pressione massima, non di più.

    Adesso, sicuramente avrete notato che alla base del manicotto è posizionata una valvola che servirà a far fuoriuscire l’aria insufflata e con quella, fase cinque, che dovrete agire allentandola di quel tanto per far scendere la pressione, lentamente, finchè non torna a quel valore che vi consentirà di ri apprezzare il cuore in maniera flebile e questo confermerà il valore di pressione massima che avevate rilevato. Se è questo quello che volevate stabilire, sfiatate del tutto il manicotto e liberate il paziente dal braccialetto anche per evitare che tenendolo troppo a lungo costretto possa farsi male.

    La ” Minima o diastolica “

    Se invece vorrete controllare anche la pressione minima dovrete continuare ad esercitare l’apertura della valvola facendo fuoriuscire l’aria lentamente fino a che, ancora una volta, non avrete più apprezzato alcun battito cardiaco dal fonendoscopio, a questo punto avrete evidenziato la pressione minima o diastolica.

    Semplice no? Occorre ricordare che nelle persone anziane, in particolar modo fra un braccio ed un altro, si possono accentuare differenze di pressione che se riferite a poche decine di mm Hg sono del tutto normali, visto che tali “anomalie” sono riscontrabili anche nel soggetto giovane e sano, ma se la differenza fra un braccio ed un altro è notevole, al punto che in un arto la pressione risulti normale e nell’altro si avvicina a valori patologici, ciò è l’indizio di una eventuale patologia, anche grave, quasi sempre circolatoria, inutile dire che ciò va comunicato al più presto al medico al fine di intervenire adeguatamente.

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