Pressione arteriosa: la pressione altalenante più rischiosa di quella alta

Secondo una recente ricerca dell’Università di Oxford che ha trovato spazio sulla rivista scientifica The Lancet, peggio dell’ipertensione arteriosa farebbe la pressione altalenante con picchi di pressione alta seguiti da picchi di pressione bassa, condizione questa molto pericolosa ai fini del rischio cardiovascolare

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    ipertensione arteriosa

    Che la pressione arteriosa sia un elemento fondamentale di valutazione riguardo la salute della persona non ci sono dubbi, che la pressione alta sia un rischio aggiuntivo che va ad aggiungersi a tutti gli altri conosciuti quale causa primaria in grado di aprire la strada ad ictus e a malattie cardiovascolari è più che risaputo, ma non solo.

    Secondo una recente ricerca dell’Università di Oxford che ha trovato spazio sulla rivista scientifica The Lancet, peggio dell’ipertensione arteriosa farebbe la pressione altalenante con picchi di pressione alta seguiti da picchi di pressione bassa, condizione questa molto pericolosa ai fini del rischio cardiovascolare.

    Insomma, l’instabilità dei valori pressori alla base di ictus alla stregua della pressione alta, unica condizione patologica questa valutata ai fini dei fattori di rischio, “La variabilità della pressione è un forte predittore di ictus, insufficienza cardiaca, angina e infarto del miocardio, indipendente dalla pressione sanguigna media del paziente”. «Abbiamo dimostrato che si tratta di variazioni di pressione del sangue delle persone, piuttosto che il livello medio che predice maggiormente l’ictus. Occasionali valori elevati, e ciò che potrebbe essere chiamato ipertensione episodica, comportano un elevato rischio di ictus. Precedentemente, tali fluttuazioni sono state considerati benigne e poco significative», ha concluso il prof. Rothwell.