Pressione alta in gravidanza: cause, rischi e rimedi

La pressione alta in gravidanza rappresenta un disturbo da non sottovalutare: l'ipertensione durante la gestazione può, infatti, essere pericolosa per la salute della mamma e del feto. Generalmente, si parla di pressione alta, quando i valori della pressione sistolica raggiungono o superano i 140 mmHg e i valori della pressione diastolica i 90 mmHg. Ma quali sono le cause, i rischi e i rimedi per la pressione alta in gravidanza? Scopriamo di più in merito.

da , il

    Gravidanza

    Quali sono le cause, i rischi e i rimedi per la pressione alta in gravidanza? Se durante la gravidanza, di pari passo o quasi al pancione, aumenta anche la pressione sanguigna, meglio non sottovalutare il problema: l’ipertensione durante i nove mesi è un disturbo serio, dai profili potenzialmente preoccupanti, che può comportare rischi davvero importanti sia a carico della futura mamma che del piccolo. È possibile parlare di pressione alta in gravidanza, quando i valori della pressione sistolica raggiungono o superano i 140 mmHg e i valori della pressione diastolica i 90 mmHg. Ma qual è la sintomatologia legata alla pressione alta? Qual è il trattamento per la guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è la pressione alta in gravidanza

    La pressione alta in gravidanza è un disturbo serio, che non va sottovalutato per la salute della mamma e del bambino: generalmente, la pressione arteriosa, dopo le prime settimane di gestazione, tende a diminuire stabilizzandosi intorno ai 75mmHg per la pressione diastolica e ciò per tutto il primo e il secondo trimestre di gravidanza, ritornando a valori pressori normali – ovvero, attorno agli 85 mmHg, per la pressione diastolica – negli ultimi due mesi circa che precedono il parto. La pressione alta in gravidanza è, invece, una condizione caratterizzata dai valori della pressione arteriosa che, a riposo e in gravidanza, sono superiori alla norma e salgono al di sopra o raggiungono i 140 mmHg, per la sistolica e i 90 mmHg, per la diastolica: questa forma di ipertensione interessa circa il 6-8 per cento delle gestanti. La pressione arteriosa sistolica – ovvero, la pressione massima – dipende dalla forza di contrazione e dall’elasticità delle pareti arteriose; mentre, la pressione arteriosa diastolica – ovvero, quella minima – riguarda le resistenze periferiche.

    I valori della pressione

    I valori della pressione arteriosa necessitano di essere mantenuti entro un determinato limite per non destare preoccupazione. La tabella che segue spiega meglio quali sono i valori riguardanti la pressione arteriosa e, dunque, anche i valori della pressione alta in gravidanza.

    Pressione sanguignaValori
    Pressione bassa pericolosainferiore a 50/33 mmHg
    Pressione troppo bassainferiore a 60/40 mmHg
    Pressione bassainferiore a 90/60 mmHg
    Pressione arteriosa ottimaleinferiore a 115/75 mmHg
    Pressione arteriosa accettabileinferiore a 130/85 mmHg
    Pre-ipertensione130-139/85-89 mmHg
    Ipertensione di stadio I140-159/90-99 mmHg
    Ipertensione di stadio IIsuperiore a 160/100 mmHg

    Ma quando preoccuparsi, nel caso di pressione alta in gravidanza? Come anticipato prima, si parla di ipertensione durante la gravidanza, quando i valori della pressione arteriosa sono superiori raggiungono i 140 mmHg, per la sistolica e i 90 mmHg, per la diastolica, ma anche quando avviene un aumento della pressione arteriosa massima (sistolica) rispetto al preconcepimento di 25-30 mmHg e un aumento della pressione arteriosa minima (diastolica) rispetto al preconcepimento di 15 mmHg. È consigliabile effettuare almeno due misurazioni, a distanza di almeno 4 ore l’una dall’altra.

    I sintomi

    La pressione alta durante la gravidanza è un disturbo serio, che non può essere trascurato: l’ipertensione, quando interessa una donna in dolce attesa, può comportare pericoli per la salute della futura mamma e del piccolo, perché aumenta il rischio di complicazioni, quindi è meglio correre subito ai ripari. I sintomi della pressione alta in gravidanza includono:

    I disturbi relativi alla pressione alta in gravidanza possono fare la loro comparsa in qualunque momento della gravidanza, a partire del secondo trimestre fino a diversi giorni dopo il parto.

    I rischi e le complicazioni

    Non mancano i rischi e le complicazioni relative alla pressione alta in gravidanza, che può essere pericolosa. Tra le complicanze e i rischi riscontrabili ci sono:

    Quando la pressione alta in gravidanza si associa a proteinuria – ovvero, all’aumento di proteine nelle urine nella madre – prende il nome di preeclampsia o gestosi: la preeclampsia colpisce la placenta; può colpire il cervello, il fegato e i reni della madre e può essere un campanello di allarme per una tipologia di ipertensione gestazionale ancora più grave, ovvero l’eclampsia che può portare a complicazioni, come attacchi convulsivi. Non esiste alcun tipo di prevenzione per quanto riguarda la gestosi o preeclampsia: le donne colpite vanno monitorate attentamente e, in alcuni casi, si deve procedere facendo nascere il bambino.

    Sebbene molte donne con pressione arteriosa alta in gravidanza abbiano dei bambini sani, la pressione sanguigna alta può rappresentare un pericolo per la madre e per il feto; in special modo, le donne con ipertensione cronica o preesistente hanno maggiori probabilità di manifestare complicazioni durante la gravidanza.

    Le cause

    Non è ancora stata individuata un’unica causa per la manifestazione dell’ipertensione gravidica. Ad ogni modo, le cause dell’ipertensione durante la gravidanza vanno individuate in un insieme di fattori di rischio che potrebbero incidere sulla comparsa della pressione alta in gravidanza. Questi sono:

    • Alterazioni del sistema immunitario
    • Dieta ipocalorica, povera di proteine, calcio e zinco
    • Malfunzionamento della placenta
    • Predisposizione genetica
    • Gravidanze multiple
    • Prima gravidanza
    • Età inferiore ai 20 anni o superiore ai 40 anni
    • Ipertensione cronica prima della gravidanza
    • Ipertensione o preeclampsia durante una precedente gravidanza
    • Obesità
    • Diabete
    • Malattie renali
    • Malattie, come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso o la sclerodermia

    La diagnosi

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, è opportuno contattare il medico e il ginecologo che effettueranno una serie di analisi ed esami per individuare la terapia più adatta al caso specifico e fare una diagnosi. Oltre alla classica visita medica, allo studio dei sintomi e alla analisi del sangue, potrebbe essere necessario eseguire altri test per visionare o meno la presenza di altre malattie: ad esempio, le analisi delle urine andrebbero eseguite con una certa frequenza. Per ridurre al minimo il rischio di complicanze, che possono interferire negativamente con il buon esito della gravidanza, è importante riconoscere il problema in tempo: la diagnosi precoce di uno dei fattori di rischio più pericolosi, l’intervento medico tempestivo e le visite regolari sono, infatti, fondamentali. Da non dimenticare, poi, che è estremamente importante controllare, periodicamente, la pressione in gravidanza: i valori di pressione arteriosa dovranno essere, infatti, attentamente, monitorati ad ogni controllo ostetrico.

    La cura

    La cura contro la pressione alta in gravidanza dipenderà dalle cause scatenanti, dalla gravità della condizione e dallo stato generale di salute della paziente. Per far rientrare i livelli della pressione arteriosa, senza rischiare di abbassarla troppo o di nuocere al feto, lo specialista può consigliare la somministrazione di particolari farmaci, come la alfa-metildopa, labetalolo, nifedipina e clonidina: l’ipertensione in gravidanza può, infatti, essere controllata tramite alcune terapie farmacologiche, ma la scelta di queste dipende dai fattori prima citati. Alcuni farmaci contro la pressione alta, invece, sono controindicati in gravidanza: da evitare, ad esempio, gli ACE inibitori, i diuretici e i sartani. Ricordate che dovrà essere il medico a decidere il principio attivo da assumere, così come il dosaggio e la durata della terapia.

    Nel caso di preeclampsia e pressione alta in gravidanza, il trattamento potrebbe prevedere il ricovero della paziente, per evitare il rischio di parto pre-termine.

    I rimedi e la prevenzione

    Quali sono i rimedi naturali contro la pressione alta in gravidanza? Non bisogna dimenticare l’importanza della prevenzione, per cui sarà possibile adottare alcune misure per monitorare la pressione del sangue prima e durante la gravidanza:

    • Fare regolare attività fisica
    • Perdere peso, se in sovrappeso
    • Evitare lo stress
    • Riposare a letto
    • Evitare sforzi
    • Seguire una dieta equilibrata

    Nel caso di ipertensione cronica – ovvero, preesistente – il trattamento sarà, dunque, di tipo comportamentale.

    L’alimentazione

    AlimentiQuantità
    VerdurePiù di 1 porzione a pasto
    Frutta1-2 porzioni a pasto
    Pane e cereali1-2 porzioni a pasto
    Legumi2 porzioni alla settimana
    Uova2-4 uova a settimana
    Latticini1-2 porzioni al giorno
    PescePiù di 2 porzioni alla settimana
    Carne bianca2 porzioni alla settimana
    Carne rossaMeno di 2 porzioni alla settimana
    DolciMeno di 3 porzioni alla settimana
    Olio extravergine di olivaAd ogni pasto

    Cosa mangiare, in caso di pressione alta in gravidanza? La strategia di prevenzione più efficace, quando si tratta di ipertensione, passa anche da tavola. Il regime alimentare della donna ipertesa, soprattutto durante la gravidanza, dovrebbe essere povero di sale, il nemico numero uno in caso di pressione alta: il sale, infatti, aumenta la ritenzione di liquidi nei tessuti dell’organismo e il volume del sangue che, di conseguenza, esercita una forza maggiore sulle pareti dei vasi, provocando un aumento della pressione. Per quanto riguarda la dieta, sarà necessario, inoltre, bere molta acqua e astenersi da alcol, caffè, tè e fumo, oltre a consumare verdure fresche e frutta ricche di potassio: ad esempio, broccoli, zucchine, pomodori, peperoni, cavoli, more, agrumi, noci, ananas e albicocche. Tra i cibi da consumare anche il cioccolato amaro, i cereali e i legumi.

    Le future mamme dovrebbero anche evitare gli aumenti di peso eccessivi, rischiosi anche per la salute dei vasi sanguigni. La convinzione che, durante la gravidanza, è lecito mangiare per due è da dimenticare: le future mamme dovrebbero aumentare, dal secondo trimestre in poi, solo del 10 per cento le porzioni consumate abitualmente.

    Ricordiamo, ad ogni modo, anche per quanto riguarda l’alimentazione, di seguire i consigli del proprio medico.

    La prognosi

    Infine, la prognosi dipenderà da diversi fattori, come spesso accade con tutti i disturbi di salute: avranno una particolare influenza le cause scatenanti, la gravità della condizione e la velocità nell’intraprendere il corretto trattamento, oltre all’età e allo stato di salute della paziente.