Pressione alta: e se fosse causata anche dal ferro?

Che la pressione alta o ipertensione arteriosa fosse l'anticamera delle cardipatie non ci sono dubbi, resta il fatto che sono in troppi a ritenere che il ferro non abbia alcuna incidenza su queste patologie e si sbaglia!

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    Ferro

    Sono molti quelli che ancora vedono come uno spauracchio le malattie cardiache, infarto in testa ed in questo non avrebbero per nulla torto, dimenticando che è spesso la pressione alta, la cosiddetta ipertensione arteriosa, quella condizione patologica che spesso gioca un ruolo determinante nel provocare, nel favorire e spesso nel detenere del tutto un ruolo importante e quasi fondamentale in queste patologie.

    Ne consegue che non è soltanto necessario misurare con regolarità la pressione arteriosa, così come è sicuramente basilare assumere i farmaci che il medico ha prescritto ad un iperteso senza gestirseli di propria iniziativa tenendo all’oscuro il curante; i farmaci antipertensivi sono quasi sempre farmaci da assumersi per tutta la vita e solo il medico può decidere di sospenderli cambiandoli con altri.

    Ma c’è di più, il ruolo dell’alimentazione per tutti ed in particolar modo per i pazienti ipertesi gioca un ruolo importantissimo; troppi dimenticano ad esempio che non è solo il sale da cucina, il sodio, l’alcol i Sali minerali ad avere un ruolo in questa condizione, persino il ferro che sono davvero in pochi a considerare importante ai fini dei valori della pressione. Eppure lo studio, quando si parla di ferro, risale quasi a 30 anni fa; ci si chiedeva se le donne fossero in età fertile quasi “immuni” da accidenti vascolari e spesso persino da ipertensione solo per via dell’ “ombrello” ormonale che le protegge, oppure se addirittura fosse proprio il ferro, spesso ridotto, a preservarle al meglio.

    Gli studiosi dell’epoca pensarono che uno dei motivi per cui il sesso femminile fosse protetto più di quello maschile e di quello rappresentato dalle donne in età menopausale fosse riconducibile al fatto che le donne fertili con le mestruazione perdono abbondanti quantità di ferro, alcune si anemizzano anche e, addirittura, l’addizione di ferro in questi soggetti, se esagerato, si rivelerebbe persino controindicato, rischiando di equiparare l’organismo femminile a quello maschile ed a quello delle donne in menopausa, ai fini del rischio coronarico.

    In effetti secondo più recenti studi avrebbero dimostrato che lo ione ferroso, una parte del ferro libero che si lega all’emoglobina, sarebbe quello incriminato perché imputato di liberare radicali liberi con tutto ciò che ne consegue. Secondo studi effettuati in diversi Paesi del mondo, dall’Europa, all’Asia, si sarebbe dimostrato che il ferro può giocare anch’esso un ruolo nelle malattie cardiache e potrebbe avere persino un ruolo nel determinare un’alterazione dei valori pressori.

    Motivo per cui, gli studiosi consigliano di informare il medico, in presenza di variazioni della pressione, circa l’alimentazione che si è soliti eseguire informandolo anche se il ferro assunto lo si ricava da alimenti di origine animale o vegetale, vista la differenza che esiste fra queste due forme di questo elemento così come, pur se le notizie fin’oggi in possesso sono ancora un po’ limitate, sono proprio gli stessi studiosi che hanno svolto la ricerca a mettere in guardia i pazienti di evitare di assumere l’elemento sotto forma di integratori alimentari, non essendoci del tutto evidenze che, in assenza di indicazioni cliniche che ne raccomandino l’utilizzo, il ferro sia del tutto innocuo sotto questa forma.