PrEP, arriva la pillola contro l’HIV: cos’è, come funziona, benefici e controindicazioni

Arriva in Italia la PrEP, la nuova pillola per la prevenzione del virus HIV, garantendo un effetto protettivo molto elevato. Grazie alla combinazione di due medicinali differenti, il nuovo farmaco Truvada mira a bloccare la trascrittasi inversa, impedendo al virus di replicarsi. La PrEp è pensata specificamente per i soggetti ritenuti a più alto rischio di contrarre HIV

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    PrEP HIV

    È in arrivo in Italia la nuova pillola contro l’HIV. La profilassi pre-esposizione (PrEP) è un metodo innovativo per la prevenzione del contagio del virus dell’HIV, garantendo un effetto protettivo molto elevato grazie alla combinazione di due principi attivi differenti. Il trattamento, basato sull’assunzione per via orale di un farmaco chiamato Truvada, si rivolge a persone che sono particolarmente esposte al rischio di contrarre AIDS.

    PrEP, una nuova arma contro l’AIDS

    L’efficacia della PrEP, confermata da numerosi studi, rappresenta ad oggi una delle armi principali per contrastare l’AIDS, una malattia purtroppo ancora terribilmente attuale. Secondo l’ultimo aggiornamento di Unicef, pubblicato in occasione della giornata mondiale contro l’HIV, nel 2016 120.000 bambini sotto i 14 anni sono morti a causa di questa malattia e ogni ora 18 nuovi bambini contraggono il virus HIV. Dal 2016/2017 la PrEP è approvata in numerosi Paesi, compresi quelli dell’Unione Europea, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e molti altri.

    PrEP, come funziona

    La PrEP è un metodo preventivo per ridurre il rischio di essere contagiati dall’HIV e si basa sull’assunzione del farmaco antiretrovirale Truvada, attualmente raccomandato dalle organizzazioni sanitarie di tutto il mondo. Il farmaco, inizialmente approvato dall’americana FDA (Food and Drug Administration) per trattare le infezioni preesistenti, è stato allargato anche alla prevenzione dal virus, grazie agli ottimi risultati ottenuti durante le sperimentazioni. Il farmaco Truvada si basa sulla combinazione di due medicinali differenti, il tenofovir disoproxil e l’emtricitabina e si trova sotto forma di pillole blu. L’azione sinergica di questi due principi attivi mira a bloccare in particolare la trascrittasi inversa, un enzima specifico del virus HIV, impedendo, in poche parole al virus di replicarsi, tenendolo sotto controllo.

    PrEp, per chi è indicata

    Il virus dell’HIV si trasmette attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei e il sangue delle persone infette. Di conseguenza le cause principali per cui si contrae il virus sono rapporti sessuali non protetti, utilizzo di aghi contaminati e trasfusioni di sangue (sebbene in misura minore).

    La PrEp è pensata specificatamente per i soggetti ritenuti a più alto rischio di contrarre il virus HIV, tra cui si trovano le cosidette “coppie siero discordanti” (persone che hanno una relazione con soggetti sieropositivi), adulti attivi sessualmente che non hanno una relazione monogoma, hanno fatto sesso senza preservativo o hanno contratto malattie sessualmente trasmissibili nei 6 mesi precedenti. Tra le categorie considerate più esposte al virus HIV vi sono le persone omosessuali, bisessuali e trans gender ma anche chi fa uso di droghe utilizzando siringhe, che spesso vengono condivise.

    PrEP, azione protettiva fino al 92%

    In base agli studi scientifici condotti sul Truvada e i suoi principi attivi l’azione protettiva del farmaco risulta essere estremamente elevata. Addirittura in alcuni casi si sono registrati cali di infezione da HIV dell’86%, con picchi del 92% nei soggetti che lo assumevano con regolarità.

    Nonostante la protezione alta, il Truvada non fornisce una protezione del 100%, e non è in grado di prevenire le altre malattie sessualmente trasmissibili come gonorrea, clamidia o epatite. Per questa ragione le organizzazioni sanitarie raccomandano sempre l’utilizzo del preservativo durante i rapporti.

    PrEP, effetti collaterali e controindicazioni

    La profilassi pre-esposizione non presenta gravi effetti collaterali, e i sintomi registrati in fase sperimentale generalmente tendono a scomparire dopo le prime settimane di utilizzo. Fra gli effetti collaterali registrati ci sono diarrea, mal di testa, nausea a e perdita di peso. L’utilizzo del Truvada è sconsigliato a chi soffre di problemi renali e ai malati di epatite B, mentre per le donne in gravidanza o allattamento è opportuno un consulto con il proprio medico curante.