Potere e differenza di genere: un fatto di ormoni

Potere e differenza di genere: un fatto di ormoni

Il livello di androgeni determina la predisposizione al potere

da in Psicologia, Sanità
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    Potere

    Orientamento alla dominanza sociale (ODS): cosi’ si chiama il principio su cui e’ fondata la scienza che studia le caratteristiche psico-sociali degli uomini e delle donne, in rapporto alla loro predisposizione o meno al comando e quindi al potere all’interno della societa’. Secondo quanto riporta una sessuologa nel suo contributo sul portale IISS (Dott.ssa Fiore Vincenza) sarebbe questa l’unica scienza al mondo capace di spiegare le dinamiche sociali e politiche che non sono spiegabili con motivazioni economiche e di interesse materiale.

    Fenomeni come la discriminazione, la tirannia e altro sarebbero imputabili alle individuali predisposizioni sessuali dei leader politici a cui si riferiscono i progetti politici. (Roccato 2003)

    Secondo questa teoria anche il tipo di lavoro che viene offerto alle classi che dominano la societa’ e quelle che sono dominate, sarebbero diversi: ad esempio, alle classi sociali che hanno soldi e potere sarebbero offerti i lavori migliori, alle classi sociali che non contano invece sarebbero attribuite le mansioni peggiori. (C. van Laar, Shara Levin, Felicia Pratto, J.Sidanius, 2004 Political Psycology n°6 pag 847).

    Sarebbe dunque per colpa di questa fissita’ prestabilita, che la societa’ non potrebbe essere dinamica, e tanto piu’ e’ vero quanto piu’ la discriminazione e’ una realta’ diffusa.

    Le istituzioni, spesso, non si accorgono di obbedire a queste regole, in quanto automaticamente accettate e proporzionali al carattere dei cittadini che compongono il gruppo sociale: dipendendo questo fatto da una predisposizione naturale, l’accettazione delle regole e di conseguenza delle discriminazioni ad esse dovute, sarebbe automatica.

    Sempre secondo questa teoria, sarebbero tre i parametri per suddividere la societa’:
    eta’ (adulti, anziani, bambini), genere (uomini, donne), valori sociali (arbitrari). La gerarchia di genere pero’ sarebbe influenzata da altri tre fattori che la regolano che sarebbero la discriminazione individuale, sociale e l’asimmetria dei comportamenti, tutte e tre legittimate dai cosiddetti “miti di legittimazione” che sono quelle spiegazioni sociali che legittimano i comportamenti del gruppo che li ha concepiti e creati i quali valgono solo per quel determinato gruppo sociale e grazie ai quali, merita dirlo, possono essere accettate e giustificate anche azioni sbagliate, ma rispettate dai piu’.

    Da queste regole dipenderebbero le propensioni politiche delle societa’: da una parte la concezione di una societa’ stratificata e dall’altra la concezione di una societa’ paritaria e ugualitaria; la prima si riconosce in valori come l’elitismo, la meritocrazia, la stratificazione sociale, il sessismo, la divisione etnica; la seconda si riconosce in valori come il socialismo, il comunismo, il cristianesimo e il femminismo.

    A questo va aggiunta la Social Dominance Orientation (SDO), che consiste in una predisposizione individuale e indipendente che si rapporta direttamente al modo di vivere il gruppo sociale: questo sarebbe l’unico spiraglio che consente una modifica ai valori prestabiliti in un gruppo sociale, e grazie a questo il singolo individuo sceglie a che gruppo appartenere.

    I fattori naturali che stanno alla base della predisposizione a scegliere un gruppo piuttosto che non un altro gruppo sono quindi scritti in alcune potenzialita’, anche se non espresse, dei singoli individui: fare parte di un gruppo, l’educazione, la religione, il vissuto personale, il genere, il carattere, sarebbero i principali agganci ai quali sta appesa l’ideologia di ciascuno. Generalmente questi valori hanno potere predittivo: salvo eccezioni, non ci sarebbe la possibilita’ di uscire dai binari disegnati da queste caratteristiche.

    Secondo una teoria formulata da Sidanius e Pratto (2000) a stabilire il livello di dominio di ciascuno sarebbe un fattore biologico individuato nella quantita’ di androgeni in circolo: piu’ sono, piu’ l’orientamento e’ al comando, meno sono, piu’ l’orientamento e’ verso la sudditanza. Da cui la giustificazione del dominio sociale da parte di certuni gruppi rispetto che non da parte di altri. L’orientamento alla dominanza, pero’, dipende socialmente dalla volonta’ di potere del singolo: solo con la voglia di potere infatti i valori predittivi sarebbero incanalati alla guida dei gruppi sociali.

    A fare la differenza sarebbe pero’ il livello di cultura: piu’ il livello e’ alto piu’ si sente un livellamento di valori, piu’ e’ basso meno i valori sono “livellati”.

    Ad esempio: l’uguaglianza dei sessi e delle etnie sarebbe piu’ sentita da coloro che hanno superato l’esperienza dell’universita’, mentre non sarebbero le culture di origine a stabilire sostanziali differenze nel livellamento sociale.

    Secondo le ipotesi formulate da Foel nel 2004, sarebbero gli uomini di razza bianca a seguire uno stile di vita gerarchico, mentre le etnie che sono meno rappresentate in un gruppo sociale sarebbero tendenzialmente meno favorevoli alle gerarchie.

    SDO

    La SDO e’ una scala che valuta il grado di desiderio della gerarchia nella societa’ da parte degli individui e serve a misurare il desiderio per una stratificazione politica: essa misura la necessita’ di ordine sociale, valuta le gerarchie e i ruoli sociali individuandolo come chiari e definiti, anche a prezzo della disuguaglianza sociale.

    Chi raggiunge alti punteggi su questa scala crede nella dominanza tra gruppi sociali, stabilita da regole sociali da fare rispettare con la politica, chi invece ha valori bassi nella scala crede essenzialmente in una uguaglianza tra tutte le classi sociali, che non preveda dominio e sudditanza.

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    Fonte:
    Dott.ssa Fiore Vincenza Coffari

    Bibliografia:
    Roccato, M., (2003). Le tendenze antidemocratiche. Psicologia sociale dell’autoritarismo. Torino: Einaudi.
    Altemeyer, B., (1988). Enemies of freedom: understanding right-wing authoritarianism. San Francisco: Jossey-Bass.
    Foels, R., (2004). Learning and unlearning the myths we are taught: gender and social dominance orienation. Sex roles: A Journal of Research (vol. June 2004, pp 183-219).
    Print friendly. Giampaglia G., & Roccato, M., (2002). La scala di autoritarismo di destra di Altemeyer. Giulio Einaudi editore.
    Sidanius, J., Pratto F., van Laar C., & Levin S., (2004). Social dominance theory: Its agenda and method. Political Psychology (vol.25, pp 845–880).
    Sidanius, J., Pratto F., van Laar C., & Levin S., (2004). The psycholgy of group conflict and the dynamics of oppression. Political Psychology (vol.6, p 847).

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