Polmonite: sintomi, contagio, prevenzione e cure

Polmonite: sintomi, contagio, prevenzione e cure
da in Infezioni, Malattie, Polmoni, Polmonite
Ultimo aggiornamento:

    polmonite sintomi contagio prevenzione cure

    Polmonite: scopriamo i sintomi, come avviene il contagio, quali regole per la prevenzione e le cure disponibili. La polmonite è l’infiammazione acuta del polmone (può essere lobare, cioè che interessa uno o più lobi di un polmone, o bilaterale, cioè coinvolgere entrambi), causata per lo più da batteri, ma anche virus e altri agenti patogeni, come i funghi, che determina la formazione di liquido negli alveoli polmonari, rendendo difficoltosa la respirazione.

    In linea generale la polmonite si manifesta con:

    • febbre anche fino a 40 gradi, spesso accompagnata da brividi;
    • spossatezza e debolezza generali;
    • forti dolori al torace quando si respira, se il focolaio infettivo si trova vicino alla pleura, che è ricca di fibre nervose pronte a rispondere col dolore ad ogni minima irritazione (se, invece, il focolaio è distante, si può anche non percepire dolore);
    • tosse forte e secca che, col passare dei giorni, diventa produttiva, cioè ricca di catarro;
    • respiro difficoltoso.

    Va precisato, comunque, che i sintomi possono essere variabili in relazione alla causa scatenante: nelle polmoniti batteriche, per esempio, il catarro è più abbondante e giallo verdastro mentre può essere scarso nelle forme virali (che spesso seguono un’influenza) o in quelle da altri agenti patogeni.

    Comunque in presenza di uno o più di questi sintomi, che non passa nell’arco di un paio di giorni, è bene consultare il medico:

    • auscultando il torace può eventualmente avvertire un rumore sordo che segnala la presenza di un problema (i polmoni sani danno un rumore di “vuoto”);
    • richiederà accertamenti che possano chiarire la presenza della malattia e la causa. In primo luogo una radiografia del torace che permette di evidenziare un eventuale focolaio di infezione e, se lo ritiene necessario, esami dell’espettorato e del sangue, che aiutano a identificare la causa scatenante.

    In molti casi la polmonite non è contagiosa, ma in certi casi può avvenire la trasmissione da una persona all’altra.

    • La polmonite non è contagiosa quando è causata dal batterio Streptococcus pneumoniae. Questo microrganismo si trova sia nell’ambiente che nelle persone sane, per cui non è necessario isolare il paziente malato, perché i batteri che hanno causato quella polmonite sono presenti ovunque. Lo stesso discorso vale per la polmonite causata da stafilococco.
    • Quando la polmonite è causata dallo Pneumocystis carinii, si deve tenere conto più che altro delle condizioni di salute precarie dei pazienti, che possono manifestare un sistema immunitario debole o possono avere altre patologie respiratorie.
    • In altri casi la polmonite può essere causata da altre patologie, come il morbillo o la varicella. In passato questi pazienti venivano isolati, ma poi con il tempo si è capito che l’isolamento risultava inutile.
    • Tipi di polmonite particolarmente contagiosi sono, invece, la polmonite da antrace e la polmonite da virus Ebola. Anche la polmonite causata dal Mycobacterium tuberculosis è contagiosa, perché può essere trasmessa attraverso le gocce di saliva. Per questo i pazienti affetti da queste forme di malattia devono restare isolati.

    Per prevenire la polmonite è importante seguire alcune regole fondamentali che riguardano la nostra salute:

    • cerchiamo di rafforzare il nostro sistema immunitario, evitando il sovrappeso, lo stress, la mancanza di sonno, l’alimentazione squilibrata, le carenze di determinate vitamine, come la vitamina D;
    • potrebbe essere fondamentale non avere molti contatti con chi è malato, specialmente se si soffre già di altre malattie;
    • laviamoci spesso le mani: molto spesso ciò con cui entriamo in contatto nella vita quotidiana è pieno di germi.

      Manteniamo puliti anche occhi e bocca;

    • smettiamo di fumare, una strategia fondamentale per aumentare le difese immunitarie. Il fumo, infatti, può complicare la prevenzione o la guarigione dalle malattie respiratorie;
    • manteniamo uno stile di vita sano, evitando i grassi nocivi, l’eccesso di alcol, le situazioni che causano tensioni e stress;
    • sottoponiamoci alle vaccinazioni, una valida strategia per contrastare le minacce da cui dobbiamo difenderci. Anche vaccinandoci contro il morbillo o l’influenza possiamo evitare che queste patologie degenerino in una polmonite;
    • pianifichiamo delle visite di controllo regolari, in modo che, attraverso le visite mediche periodiche, veniamo informati sui rischi che corriamo.

    La polmonite oggi, quando colpisce soggetti che non hanno particolari problemi di salute che ne abbassino le difese, si può curare con successo. È comunque importante non trascurarle, perché può peggiorare e dare origine a complicanze. Le cure sono ovviamente stabilite dal medico.

    • Se l’infiammazione è di origine batterica (ma spesso anche nelle forme dovute ad altri agenti), prescriverà antibiotici, in grado di uccidere i microrganismi e garantire una guarigione nell’arco di circa due settimane, a patto di rispettare la prescrizione medica (anche per non rischiare l’innesco di fenomeni di resistenza agli antibiotici).
    • I tempi si fanno, invece, più lunghi, in caso di polmonite virale: non esistono farmaci, infatti, in grado di annientare questi microrganismi, anche se gli antivirali possono risultare utili in determinati casi.
    • Il medico può anche prescrivere farmaci per alleviare i sintomi, come la febbre o la tosse, o ancora antibiotici, per evitare sovrainfezioni batteriche. Nei casi più seri, infine, può essere necessario il ricovero ospedaliero.

    I bambini sono, come gli anziani, una categoria particolarmente esposta al rischio di polmoniti, soprattutto quelle virali e quelle batteriche da Streptococcus pneumoniae (lo pneumococco) e da Haemophilus influenzae B: non a caso tra i vaccini raccomandati sin dall’infanzia vi sono l’antipneumococco e l’antiemofilo B, così come quello contro l’influenza.

    Nei piccoli i sintomi possono non essere ben chiari come quelli indicati per gli adulti:

    • nei neonati, per esempio, non c’è tosse, ma si può avvertire, auscultando il torace, quella sorta di rantolo quando respirano;
    • in genere, inoltre, nei bambini la polmonite tende a causare una colorazione cianotica (bluastra), dovuta a una scarsa ossigenazione del sangue.

    Per quanto riguarda le cure, sono tendenzialmente le stesse valide per gli adulti (in genere, però, neonati e bambini piccoli vengono trattati in ospedale).

    1201

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN InfezioniMalattiePolmoniPolmonite
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI