Politiche sanitarie al femminile

Politiche sanitarie al femminile

Le donne in fatto di salute hanno le idee chiare: non solo ospedali che abbiano reparti adatti alla donna, ma anche una forte attenzione all'etica del lavoro nelle strutture e nei servizi prestati: ONDA ha creato per questo l'osservatorio sulle strutture sanitarie visto dalle donne

da in News Salute, Sanità
Ultimo aggiornamento:

    ONDA

    Una politica sanitaria a misura di donna prevede che siano fatte molte cose per andare incontro al genere femminile: attrezzare i punti nascita e i reparti destinati alle ostetriche, come sono attualmente i centri delle nascite negli ospedali italiani predisposti.

    E’ stato l’osservatorio ONDA, Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna a dare alla luce l’iniziativa, perche’ le donne possano essere curate secondo le loro esigenze: per stabilire un ordine di qualita’ delle diverse strutture ONDA attribuisce ai servizi un bollino, se il servizio e’ superiore diventano due, infine tre; le strutture non sono casualmente scelte, ma sono considerate solo le strutture che si autocandidano per la valutazione.

    Un bollino significa la prestazione del servizio e la appicazione dei LEA, due bollini se nella struttura sono state fatte pubblicazioni scientifiche, se esiste un comitato etico femminile, tre bollini se all’interno dell’amministrazione ci sono componenti femminili e multietniche, se il personale e’ composto da donne e se al vertice dei CdA ci sono delle donne, se lo standard delle prestazioni si rivolge anche agli extracomunitari.

    I dati del 2008: sono stati assegnati tre bollini rosa a 24 ospedali, due bollini a 27 e un bollino a 45, per un totale di 96 centri distribuiti in tutta la penisola su 115 candidature presentate (Kataweb Notizie Salute), la maggior parte in ospedali pubblici del Nord Italia.

    Negli ospedali le donne che hanno bisogno di cure ospedaliere sono la maggior parte, meno i maschi, con una degenza che in media e’ dai sei a i 10 giorni.

    Le donne sono ricoverate negli ospedali nella maggior parte dei casi per partorire, per la riproduzione assistita, la fecondazione artificiale, la menopausa, il tumore del seno, dell’utero e dell’ovaio, per disturbi cardiovascolari, per malattie psichiche, neurodegenerative, malattie sessualmente trasmesse, aborto.

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