Polipi endometriali: sintomi, cure, dieta e quando toglierli

Polipi endometriali: sintomi, cure, dieta e quando toglierli
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    Polipi endometriali

    I polipi endometriali sono un disturbo che ha sintomi caratteristici e cure e dieta possono aiutare nella risoluzione del problema, così come anche la loro rimozione. Ma quando toglierli? Nell’endometrio – il rivestimento della parte interna dell’utero – possono formarsi i cosiddetti “polipi endometriali”: si tratta di escrescenze – le quali possono essere rotonde o ovali e di varie dimensioni – attaccate all’endometrio tramite dei peduncoli sottili o un largo contatto e si estendono proprio verso l’interno dell’utero. Solitamente, i polipi endometriali sono tumori benigni – cioè, non cancerosi – ma non sempre è così e possono, in ogni caso, causare problemi. Ma qual è la sintomatologia di questa patologia? Quale il trattamento da intraprendere? Come curare l’alimentazione? Scopriamo di più in merito.

    Spesso accade che i polipi endometriali siano asintomatici, ma possono verificarsi alcuni campanelli d’allarme: questi possono, infatti, provocare sanguinamento vaginale di colore anomalo tra i cicli mestruali o in menopausa – di cui è importante saper riconoscere i sintomi - anemia, emorragie durante il ciclo mestruale - occorre fare attenzione alle mestruazioni abbondanti - mestruazioni irregolari, dolori, aborti e infertilità, di cui si viene a conoscenza nel momento in cui non si riesce a verificare una gravidanza. Occorre prestare attenzione alla comparsa di tali sintomi ed effettuare, al più presto, una visita dal ginecologo di fiducia per ulteriori accertamenti sui disturbi.

    I polipi possono avere dimensioni che vanno da pochi millimetri a diversi centimetri. Le cause della comparsa dei polipi endometriali sono sconosciute, ma pare possano essere causati dalla crescita eccessiva del tessuto endometriale e dai cambiamenti dei livelli ormonali: gli estrogeni – che hanno un ruolo importante nell’ispessimento dell’endometrio, ogni mese – sembra, infatti, che possano essere collegati alla crescita dei polipi nell’utero. Anche l’aumento dei livelli infiammatori dell’organismo potrebbe essere uno dei fattori di rischio nella patogenesi dei fibromi uterini, così come un’età che va dai 40 ai 50 anni, la menopausa e l’obesità. Questi possono, poi, formarsi sia da soli che in gruppi.

    Di fondamentale importanza – come anticipato prima – è rivolgersi al proprio ginecologo alla comparsa dei sintomi e, in ogni caso, effettuare delle visite mediche periodiche per escludere il verificarsi di eventuali patologie. Il dottore farà una diagnosi basandosi sia sulla sintomatologia che effettuando alcuni esami medici e stabilirà se i polipi endometriali siano cancerosi o meno: alcuni di questi esami sono il pap-test, l’ecografia e il curettage, che permette di stabilire se si tratta di polipi benigni o maligni. Occorre, inoltre, tenere presente che tali polipi, anche se benigni, andranno controllati periodicamente, in quanto potrebbero diventare maligni con il passare del tempo.

    I polipi asintomatici, di piccole dimensioni e benigni possono risolversi da soli: la situazione, però, cambia se è presente il rischio di cancro all’utero. La terapia dovrà essere decisa dal ginecologo e può includere l’assunzione di farmaci che aiutino a regolare l’equilibrio ormonale e alleviare i sintomi: solitamente, si tratta di medicinali ormonali, come i progestinici e gli agonisti. Un’alternativa potrebbe essere un intervento chirurgico noto come isteroscopia, che dura circa 20 minuti e viene effettuato in day hospital – la paziente torna a casa lo stesso giorno dell’operazione – e sotto anestesia: si tratta dell’asportazione dei polipi presenti nell’utero, in quanto questi potrebbero causare aborti spontanei o infertilità. Potrebbe, poi, rendersi necessaria un’isterectomia – rimozione dell’intero utero – nel caso in cui i polipi endometriali dovessero essere di natura maligna. In ogni caso, la paziente – che potrebbe accusare nausea e sonnolenza – per il post-intervento, dovrà seguire gli ordini del medico: generalmente, si tratta di riposo a letto e astinenza da rapporti sessuali per il periodo della convalescenza di circa due settimane.

    Infine, potrebbero essere utili una dieta sana e l’utilizzo di rimedi naturali, che possano alleviare i sintomi, ridurre l’infiammazione dell’organismo e rafforzare il sistema immunitario: importante è, infatti, assumere vitamina A, beta-carotene, vitamina E, vitamina C e bioflavonoidi, oltre che svolgere della regolare attività fisica e seguire un’alimentazione possibilmente vegana o, comunque, comprensiva di cereali integrali.

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